Giuseppe Magi, la giornata di ieri è stata la prima alla guida del nuovo e ancora molto incompleto Ravenna. Sensazioni?

«E’ stato un mix di sentimenti: grande voglia e grande entusiasmo come sempre in un primo giorno di lavoro e questa è una cosa sempre bella. Di contro c’è anche in questo frangente una sensazione anche di non normalità, visto che, come era nelle previsioni, non abbiamo ancora un organico al completo, anzi siamo molto risicati. Ma per me è prezioso anche vivere situazioni nuove e mai affrontate, perché sono convinto che ogni cosa, se vissuta nella giusta maniera, è importante e in questo momento serve anche a conoscere bene il nuovo ambiente».

Manca meno di un mese all’inizio del campionato e ha a disposizione solo pochi giocatori della rosa, vista la procedura di riammissione. Teme un avvio ritardato e quindi in salita per il Ravenna?

«Sicuramente per questi inevitabili motivi ci aspetta un avvio in salita, ma questa non deve essere una situazione vissuta con vittimismo o per creare alibi, tutt’altro. Io non vado mai a cercare alibi, ci portiamo dietro scorie della stagione scorsa e questo è un dato di fatto che sapevo perfettamente quando ho accettato l’incarico e che ovviamente anche la società conosce bene. Sarà certamente un inizio di campionato difficile per il Ravenna ma dovremo essere pronti a fare il meglio possibile, e a dare il massimo per nascondere le mancanze che avremo inizialmente e per vendere sempre cara la pelle, contro ogni avversario. Poi accetteremo il risultato finale, ma solo se nella prestazione che offriremo ci saranno queste caratteristiche, che del resto chiederò sempre alla squadra. Quello che è successo fino a ieri non cambia, quello che succederà invece dipenderà da noi e da quello che riusciremo a mettere in campo».

Quali dovranno essere le caratteristiche principali del suo Ravenna?

«Una squadra con tanta voglia di riscatto. Sia io e il mio staff che tutti i giocatori dovremo avere un unico obiettivo: dimostrare alla città, ai tifosi ed ai nostri avversari che ci siamo, che onoreremo sempre la maglia, tutti dovremo essere spinti da questo sentimento. Capiterà di sbagliare gol o un passaggi o capiterà di subire la superiorità di qualche avversario, ma chi verrà a vederci dovrà capire che noi avremo sempre e comunque un grande senso di appartenenza, a questa città ed a questa maglia».

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