Calcio, la Panini lancia le figurine “digitali” della Serie C

C’è anche Michele Nardi tra le figurine che sul sito della Panini pubblicizzano l’innovativa raccolta che, da questa stagione, vede protagonisti pure i calciatori della Serie C, per la quale, in passato, ci si limitava all’immagine dello scudetto e della squadra. Felici possono essere i collezionisti e in particolare i tifosi di Cesena e Imolese. Per i rossoblù si tratta di un evento assoluto in quanto le figurine Panini con il volto del singolo giocatore erano riservate solo alla Serie A e B. La prima in assoluto dell’Imolese (scudetto) era comparsa nel 1969-’70. Per il Cesena si trovano figurine (non Panini) già nella stagione di Serie B 1946-’47 (Motta Sport) e in Serie C 1966-’67 (edizioni Imperia e La Folgore).

Oltre ad includere i giocatori della Lega Pro (22 per squadra) la novità di quest’anno della Panini consiste nell’essere una raccolta digitale che, su richiesta, può trasformarsi in un classico album da sfogliare tra le mani. Come funziona? Per prima cosa si deve scaricare l’app MyPanini Digital Collection su Google Play o App Store, creare il proprio profilo utente (ad oggi sono già 8.500 per il girone B di Cesena e Imolese) e scegliere il girone di che si vuole collezionare. Acquistando in edicola le classiche bustine dei Calciatori 2021-2022 si trova in ciascuna di queste un coupon con un codice alfanumerico il quale va digitato nella app su cui appariranno, automaticamente e casualmente, le figurine di 5 giocatori da inserire digitalmente nel proprio album. Le eventuali doppie verranno evidenziate con la targhetta “celo” per essere poi scambiate con altri utenti sull’app. Calcolando che la raccolta completa contiene 440 figurine sono necessari 88 coupon. Più facile da fare che da spiegare, ma non è finita. Una volta completato l’album si riceve gratuitamente dalla Panini la versione in pdf e chi lo desidera può ricevere, al costo di 49,90 euro, l’album stampato di 84 pagine con le 440 figurine da incollare. Una soluzione che soddisfa sia i giovani “digitalizzati” che i “vecchi” collezionisti.

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