Calcio, la D che si ferma divide i pareri in Romagna

Si ferma anche la Serie D. Il Consiglio Direttivo della Lnd ha decretato lo stop del campionato, che riprenderà domenica 23 con la giornata in programma il 9. Nei giorni 12, 16 e 19 si cercherà di giocare i recuperi: nel caso delle romagnole, Ghiviborgo-Rimini, Borgo San Donnino-Forlì e Fanfulla-Forlì. Stessa decisione da parte del Crer, che ha ufficializzato lo slittamento dell’Eccellenza dal 9 al 23 gennaio.

Qui Rimini

Marco Gaburro

«Fermarsi ci sta – sottolinea il mister Marco Gaburro – anche perché sarebbero saltate tante partite e questo avrebbe minato la regolarità del campionato. L’obiettivo è cercare di capire come rendere il calendario regolare. Intanto speriamo che si arrivi alla ripresa con lo stesso numero di partite giocate da tutte le squadre. Se slittassimo ancora oltre il 23 la situazione sarebbe più preoccupante. Certo è che nell’immediato sarebbe stato uno spezzatino. Noi comunque non ci fermiamo e ci alleneremo tutti i giorni rimanendo alla finestra. Anche perché teoricamente, se non ci saranno altre novità, mercoledì prossimo o domenica 16 saremo impegnati nel recupero col Ghivizzano».

Qui Forlì

«La squadra sta gestendo nel migliore dei modi la situazione, allenandosi con qualità e dedizione – dice l’allenatore Massimo Gadda – Siamo in attesa di capire quando e se potremmo recuperare le partite che ci mancano. Il periodo comunque ci chiede di adattarci per quanto possibile a tutte le situazioni che si presentano. Appena sapremo le date del recupero stileremo il programma di allenamenti cercando di adattarlo al meglio. Potremmo tornare in campo il 16 ed il 19, ma la situazione è in fase di evoluzione».

Massimo Gadda

Qui Ravenna

«Ovviamente dispiace non giocare perché è il nostro lavoro – dice il tecnico Andrea Dossena – ma penso sia stata la soluzione più logica, vedendo squadre con moltissimi contagi. Dispiace che con più lungimiranza si sarebbe potuto iniziare il campionato a fine agosto e avere più tempo per gestire una situazione preventivabile come questa. L’auspicio è che i recuperi vengano pianificati in primavera e non a febbraio in turni infrasettimanali con campi ghiacciati e problemi vari».

Andrea Dossena

Qui Sammaurese

«Francamente questo stop non ci voleva – spiega il patron Cristiano Protti – capisco il momento delicato con il Covid che avanza ma non è possibile mettere in quarantena per una decina di giorni un’intera squadra quando viene riscontrato un positivo. I giocatori sono tutti vaccinati con almeno due dosi, alcuni già con tre, quindi tanto vale tornare in campo dopo qualche giorno di isolamento e al seguito di un tampone negativo. Diverso è il discorso di quattro positivi in squadra, sul quale l’attuale protocollo mi sembra corretto. Il rinvio infittisce i turni infrasettimanali e crea non poche difficoltà a squadre come la nostra che non dispone di una rosa ampia. È una decisione che rispettiamo ma non va certo a vantaggio di noi piccoli».

Cristiano Protti

Qui Cattolica

«Credo che fermare il campionato sia la scelta più saggia – sottolinea l’allenatore Attilio Bardi – Del resto il calcio fa parte della società e in questo momento, mi pare, che le cose importanti siano altre. I ragazzi giustamente vivono la loro vita e quindi con questo tasso di infezione è facile cadere tra i positivi. Noi, in squadra, ne abbiamo cinque, tanto è vero che avevamo chiesto il rinvio della gara di domenica. La salute è la cosa più importante. E comunque a noi fa anche gioco perché potremo lavorare con i nuovi e prepararci al meglio per salvare il Cattolica».

Attilio Bardi

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