Calcio, il Crer: “No all’abolizione del vincolo sportivo”

Come annunciato dall’Ansa, il Consiglio dei ministri ha approvato i cinque decreti legislativi per l’attuazione della riforma dello Sport. I decreti erano stati presentati nello scorso autunno dal ministro Vincenzo Spadafora, quando era ancora in carica il governo Conte. Tra le novità più importanti l’abolizione del vincolo sportivo e il riconoscimento della figura del lavoratore sportivo. Per quanto riguarda l’abolizione del vincolo sportivo (ad oggi un atleta può svolgere attività sportiva agonistica solo per conto della società per la quale è tesserato e quindi non può praticare lo stesso sport con altra società) partirà tra 5 anni mentre il lavoratore sportivo, a partire da luglio 2022, verrà regolarizzato col versamento di contributi previdenziali per chi supererà la no-tax area di 10.000 euro annui.

A tal proposito è arrivata una decisa presa di posizione da parte del Comitato Regionale della Figc Emilia Romagna. il Presidente del Crer Simone Alberici ha espresso una posizione ferma e decisa per difendere gli interessi dei club dell’Emilia Romagna. “Dobbiamo dire le cose come stanno: l’abolizione del vincolo sportivo e la nuova disciplina relativa al ‘lavoro sportivo’, se confermati definitivamente, affosseranno i nostri club. Su questo non ci sono compromessi. Le condizioni sono inaccettabili. Il nostro “no” all’abolizione del vincolo sportivo e al lavoro sportivo è irremovibile. Per vent’anni sono stato un dirigente e come tale ho vissuto anche le conseguenze della pandemia fino allo scorso 10 gennaio, quando le Società mi hanno eletto Presidente del Crer. Ora non c’è più tempo. Servono decisioni giuste e in fretta. Ci aspetta una battaglia dura, nei modi e nei contenuti, e noi siamo pronti a combatterla, per tutelare gli interessi delle Società dell’Emilia Romagna”.

Rincara la dose il presidente della Lnd Cosimo Sibilia: “Oggi il calcio di base ha ricevuto un altro duro colpo, come se non bastassero già gli effetti terribili della pandemia. Con l’approvazione dei decreti di riforma dello sport, concepiti dal precedente esecutivo, vengono ancora una volta penalizzate le società dilettantistiche, a cominciare dall’abolizione del vincolo. Vorrei anche ricordare a chi gioisce per questa presunta rivoluzione che senza le ASD non esisterebbero neanche i lavoratori sportivi. E tutto ciò arriva mentre stiamo faticosamente creando le condizioni per far ripartire alcune delle nostre attività”.

 

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