CESENA – Scena di fine maggio: un gruppo di imprenditori vuole provare l’avventura nel calcio e contatta l’advisor Aldo Faini. L’idea è un tuffo nel mondo della Serie B, poi capita che Faini chieda un consiglio su una piazza di calcio all’amico Fausto Pizzi, fino a dicembre direttore tecnico del settore giovanile dello Jiangsu Suning, ex jolly d’attacco di Parma e Inter vincitore di una Coppa Uefa e una Coppa delle Coppe. Un Pizzi che si prende un giorno di tempo per pensare, si consulta con Alfio Pelliccioni (suo diesse a San Marino) e chiede se i soci del Cesena sono disposti a trattare ingresso di un socio disposto anche a diventare di maggioranza. Pelliccioni allaccia i contatti e mercoledì 27 maggio Faini e Pizzi sono negli uffici di Pubblisole per incontrare l’amministratore delegato del Cesena Gianluca Padovani. «È stato un incontro piacevole – conferma Padovani – con Pizzi che ha dato spunti interessanti soprattutto quando ha parlato della rinascita ad alti livelli del Parma. Per ora ci siamo limitati a un incontro di conoscenza abbastanza generico: se questo gruppo vorrà formalizzare una offerta più approfondita nel dettaglio, noi siamo qua».
Il Cesena nelle ultime due settimane ha ricevuto 11 pec con manifestazioni di interesse: «Di cui una particolarmente interessante – continua Padovani – da parte di uno studio legale romano (arrivata mercoledì 10 giugno, ndr). Ci è stato proposto un progetto che merita la nostra attenzione e ora siamo in attesa di ulteriori chiarimenti, su tutti l’identità degli imprenditori interessati al Cesena. Noi ascoltiamo ogni proposta meritevole di attenzione, ma non possiamo accettarne a scatola chiusa». È stato fissato un nuovo appuntamento legato a questa trattativa? «No e restiamo in attesa. Da parte nostra dovevamo rispondere alla pec entro 72 ore in caso di interesse e lo abbiamo fatto dopo 24 ore, informando subito i consiglieri».
Ecco, appunto, l’informazione. Il Cesena mercoledì 10 giugno ha avvisato anche la stampa di questa offerta per la società. Un modo inusuale, visto che di solito le trattative nascono sotto traccia per non essere “bruciate” in partenza. Come mai questa procedura anomala? Padovani precisa: «Noi abbiamo un cda piuttosto ampio come numero e dopo ogni consiglio esce uno spiffero o qualche piccola indiscrezione. Visto che questa offerta ha stravolto l’ordine del giorno della riunione, non volevamo che uscissero informazioni distorte tipo: “Il Cesena non pensa più all’allenatore e al direttore sportivo perché è in vendita”. La situazione è semplicemente quella che abbiamo raccontato quel giorno. C’è una offerta interessante da valutare e l’abbiamo sottoposta subito all’attenzione dei consiglieri».
Il Cesena sta cercando soci di minoranza o è aperto anche a una nuova maggioranza esterna? «Ho letto quanto scritto dal Corriere oggi (ieri, ndr) e mi permetto di dissentire: una società è un gioco di squadra e anche chi non detiene la maggioranza è parte importante di un progetto condiviso. Noi siamo pronti a valutare qualsiasi tipo di proposta, anche totalitaria, a condizione che ci sia un progetto di almeno 3-5 anni con investimenti garantiti, immettendo somme da subito».

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