Calcio, Ermes Muccinelli: l’ala di Lugo che stregò la Juventus

«Se cercate uno bravo, ce n’è uno in un orfanatrofio a pochi chilometri da Lugo». Quello “bravo” era Ermes Muccinelli (classe 1927), futuro campione della Juventus e della Nazionale. A raccontare la storia è Sergio Geminiani, ex giocatore del Cesena e del Rimini (oltre a Messina e Reggina) che all’epoca (primi anni ’40) abitava a Lugo presso una zia. «Da bambino – prosegue – andavo a vedere gli allenamenti del Baracca e mi mettevo dietro alla porta. Quando il pallone usciva lo andavo a recuperare e, prima di restituirlo in campo, mi mettevo a palleggiare. Mi vide il presidente e disse di venire a giocare nei ragazzi del Baracca, ma gli risposi che io ero già del Cesena. Aggiunsi che avevo giocato contro la squadretta dell’orfanatrofio e avevo visto un bambino molto bravo che ci fece 4-5 gol».

Muccinelli era nato a Villa San Martino di Lugo e presto rimase orfano di padre. La madre, in grosse difficoltà economiche, all’età di sette anni lo aveva mandato a crescere e a studiare nella Colonia Orfani di Guerra e del Lavoro di Don Antonio Galassini nella stessa Villa San Martino.

Gli anni della guerra

Arrivarono gli anni difficili della guerra che non fermarono la passione di giocare a pallone di molti ragazzi, tra cui Ermes si distinse subito per la sua rapidità e il dribbling ubriacante. In vista della ripresa sportiva post-bellica il segretario del Baracca Lugo, Paolo Costa, si attivò per tesserarlo, ma mancavano materialmente i cartellini. Cercò invano di reperirne nelle vicine Ravenna, Bologna, Imola, Faenza e Forlì. In attesa che la Federcalcio rifornisce le società di nuovi cartellini a Muccinelli fu fatto firmare una sorta di compromesso, con cui il giovane calciatore si impegnava moralmente con il Baracca per la cifra di mille lire.

In attesa si aggregò alla squadra in procinto di iniziare la stagione 1945-’46 di serie C. Nell’amichevole precampionato che il Baracca disputò a Faenza, Muccinelli fu notato dal faentino Ivo Fiorentini, allenatore della Biellese. Venuto a conoscenza della precaria posizione del giocatore, ne approfittò per sottrarlo al Baracca e portarlo con sé in Piemonte (insieme ad altri due romagnoli, i faentini Erio Zauli e Massimiliano Prelati) per affrontare il campionato misto B-C.

Alla Juventus con Boniperti

Inutili furono le proteste dei lughesi presso la Federazione secondo la quale, in assenza di un regolare tesseramento, il giocatore non poteva considerarsi in alcun modo vincolato al Baracca. La permanenza di Muccinelli a Biella durò solo un campionato, prima di essere ingaggiato dalla Juventus che nello stesso anno prelevò un altro giovane promettente, Giampiero Boniperti il quale dirà di lui: «Era l’unico di cui sentivo il fluido, da qualunque parte del campo fosse. Prima ancora di scorgerlo, sapevo in partenza dove trovarlo». Piccolo di statura, Muccinelli era un’ala classica, veloce ed estrosa, tutto finte e controfinte, destinata ad arrivare in Nazionale dove debuttò con una doppietta il 5 marzo 1950 a Bologna in Italia-Belgio 3-1. Con 15 gare è il calciatore romagnolo con più presenze in azzurro, pur non avendo mai ufficialmente militato in una squadra romagnola. Giocò anche nella Lazio e nella capitale si fidanzò con l’attrice Rossella Como.

Dopo la sua morte, sopraggiunta a Savona il 3 novembre 1994, Lugo gli ha intitolato lo stadio comunale e l’anno seguente uscì la biografia “Ermes Muccinelli, leggendaria ala destra della Juventus” (Ed. Walberti), con il patrocino delle Vecchie Glorie del Baracca.

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