Calcio Eccellenza, Alfonsine: la squadra fantasma sta per arrendersi

«In me ora c’è solo grande amarezza per questa situazione. Siamo allo sbando, c’è poco da dire». È sconsolato il tecnico Gianluca Foschi quando gli si chiede di raccontare la situazione che sta vivendo alla guida dell’Alfonsine. L’avventura del tecnico sulla panchina biancazzurra è iniziata poco più di un mese fa, ma dopo l’iniziale entusiasmo si è trasformata in un incubo che inizia a rasentare il ridicolo.
Dapprima l’Alfonsine ha iniziato a perdere giocatori su giocatori fino ad arrivare a schierarne appena 7 inizialmente in campo nelle sfide contro Diegaro e Cotignola, entrambe sospese dall’arbitro a causa di un infortunio che ha portato il numero di calciatori al di sotto del limite minimo. «Quando sono arrivato avevo visto la squadra e non era male, poi c’erano ancora i numeri e riuscivo a schierare undici giocatori, anche se di allenamenti ne abbiamo fatti appena quattro in tutto ed eravamo al massimo in sette».
I problemi sono venuti a galla con prepotenza dopo la gara contro il Russi persa 3-0. «Hanno smesso tutti, non so per quale problema: sicuramente non ce l’avevano con me» dice forse cercando di deviare il tiro verso la società.
Le partite successive hanno segnato l’inizio della sempre più probabile fine dell’Alfonsine, con appena 7 giocatori schierati (tre dei quali addirittura non tesserati) e una sconfitta arrivata a tavolino dopo il primo infortunio: «Io non sapevo che quei ragazzi non fossero nemmeno tesserati, a me era stato detto che potevo schierarli e l’ho fatto».
Poi la scena ancora più vergognosa di Cotignola dove l’Alfonsine si è presentata con appena 6 giocatori: le parole di Foschi rendono bene il clima con il quale la società sta affrontando questo momento. «Quando ci siamo trovati lì in sei ho guardato in faccia i ragazzi e ho detto loro di prenderla come un allenamento, di giocare qualche minuto e vedere come sarebbero andate le cose e poi tornarsene a casa».
Il punto è che in sei la partita non sarebbe potuta nemmeno iniziare, ed è stato solo grazie a Foschi, sceso in campo a cinquant’anni, che l’arbitro ha dato il via alla sfida. «Sono in regola con la visita sportiva, quindi ho deciso di farlo per loro che ci hanno messo il cuore nonostante tutto, allora io ci ho messo la faccia e non mi tirerò indietro fino alla fine».
La parola fine potrebbe essere arrivata domenica scorsa: l’Alfonsine ha archiviato la prima rinuncia in campionato e ieri il giudice sportivo le ha comminato la sconfitta 3-0 a tavolino, un punto di penalizzazione e una multa di 600 euro. Ora lo scenario che si apre è incerto: la società non avrebbe più nemmeno quei pochi giocatori (in prestito) che riusciva a schierare e lo stesso Foschi ammette che anche per domenica i dubbi sono tanti: «con chi ci andiamo a giocare?».
Il fronte mercato e le voci di corridoio invece potrebbero portare ad un duplice futuro. Da una parte pare che la proprietà (Colonnello) stia aspettando che a breve qualcuno di Alfonsine si faccia avanti per salvare la società, ricostruire la rosa e finire in modo dignitoso il girone di ritorno, ricominciando dalla Promozione l’anno prossimo. Sul fronte opposto, invece, se non arrivasse nessuno entro le prossime due rinunce, allora la società verrebbe esclusa definitivamente dal campionato e si metterebbe la parola fine al nome dell’Alfonsine.

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