LUCA FILIPPI

Mattia Zaccagni non finisce di stupire. Il centrocampista classe ’95 bellariese doc, ha conquistato una sensazionale convocazione in Nazionale e ieri ha svolto il primo allenamento a Coverciano.

Indossare la maglia azzurra, sogno della vita di ogni calciatore, potrebbe realizzarsi già nell’amichevole di domani a Firenze contro l’Estonia (domenica invece la sfida in Nations League contro la Polonia e mercoledì ancora Nations League in Bosnia). Un premio per un giovane in rampa di lancio cresciuto in maniera esponenziale che ormai si sta affermando in serie A con il Verona: in totale vanta complessivamente 50 presenze e 2 gol. Con l’Hellas ha vinto due campionati di B, esplodendo dopo le gavette di Bellaria, Venezia e Cittadella. Doveroso però un piccolo viaggio nella macchina del tempo, dove tutto è cominciato.

Orgoglio di Bellaria

Tutto nasce da casa (peraltro vicinissima allo stadio “Nanni”). Il giovane Mattia all’età di 6 anni inizia la trafila nel settore giovanile del Bellaria e le sue qualità non passano inosservate ai tecnici biancazzurri. Tra questi c’è Massimo Zanini, che lo allena per un paio di stagioni e il 9 dicembre 2012 decide di buttarlo nella mischia in C2 con i più grandi nel derby vinto in rimonta 2-1 a Forlì. «Era un momento particolare – ricorda Zanini – Pepe era stato esonerato, c’erano vari problemi. Andai dal presidente Nicolini a Verucchio e dissi la mia idea di formazione: visto che molti non potevano giocare, proposi di schierare Zaccagni dal primo minuto ma non mi fu concesso e per una serie di motivi tornai a casa a piedi. Mattia lo feci entrare comunque nel finale al posto di Nicastro: era un nostro prodotto e nel giro della nazionale di Lega Pro. Poi confezionò qualche altra presenza dopo l’arrivo in panchina di Osio (6 in totale, ndr). Il frutto di un progetto cresciuto negli anni attraverso tanti allenatori».

Zanini è pieno di gioia per la convocazione. «È un orgoglio, anzi quando vuole farmi arrivare una sua maglia la aspetto… Dirò di più, se giocherà sarò pronto a rifare la camminata, stavolta da Bellaria a Verucchio».

Predestinato

Sembra la storia di tanti aspiranti professionisti, ma Zaccagni ha avuto le qualità e la fortuna di emergere. «Era un ragazzino con le caratteristiche di adesso, brevilineo con buon piede e ottima visione di gioco, duttile con un grande estro. Il classico giocatore con la palla sempre nei piedi, anche durante i compiti. Se mi aspettavo la convocazione in Nazionale? Forse no, ma l’ha acquisita nel corso del suo percorso: Luca Toni è stato un faro per lui e gli ha permesso di crescere».

Zanini, che oggi allena nel settore giovanile del Cattolica Sg, è alla caccia di qualche altra promessa per ripetere la storia. «Recentemente ho notato un ragazzino molto interessante che potrebbe ripercorre le stesse orme di Mattia, stiamo a vedere».

Sopra la media

Anche Marco Bernacci, capitano del Bellaria nella stagione dell’esordio di Zaccagni, si congratula con l’ex compagno di squadra. «Ho un ricordo nitido, sicuramente si vedeva che aveva qualcosa in più degli altri. In origine è stato schierato da play davanti alla difesa. Magari era difficile pronosticare una carriera del genere, ma se l’è meritata: Mattia abbina velocità e qualità in maniera spettacolare. In serie A si può arrivare, come è capitato anche a me, ma il difficile è rimanerci. Gli ho anche scritto in privato per congratularmi».

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