Sarebbe troppo facile dire che con Loris Tortori, vista l’assonanza del cognome, il Forlì vuole vuol davvero provare a volare. In realtà il romano richiesto espressamente da Angelini rappresenta l’innesco per il gioco d’attacco dei galletti, l’apriscatole per esaltare le capacità balistiche di Ferrari.

Tortori, è contento del primo impatto con Forlì?

«Ho scoperto un ambiente piacevole, della città per ora non posso dire niente perché con le restrizioni Covid purtroppo i movimenti sono piuttosto limitati, ma non vedo l’ora di conoscerla meglio. Poi la Romagna mi è rimasta nel cuore, sono contento di esserci tornato».

Come ha ritrovato mister Angelini?

«È passato poco più di un anno dalla vittoria in campionato con il Cesena, l’ho ritrovato sempre convinto delle sue idee come è giusto che sia, capace come pochi di infondere serenità senza mettere troppe pressioni».

Dopo la vittoria in campionato a Cesena è sceso a Foggia e ha bissato il successo in serie D, pensa di essere stato preso perché è un vincente?

«Conquistare due campionati di seguito non è facile per nessuno a qualsiasi livello, esserci riuscito mi inorgoglisce perché sono successi che danno valore a una carriera. Però nel calcio non si vive di ricordi, ogni anno si riparte da zero e occorre avere l’umiltà di mettesi in discussione perché siamo sempre nel mirino».

Il suo innesto insieme a quello di Sabato è per dare maggior esperienza e grinta alla squadra aggiungendo giocatori di carisma, si sente pronto?

«Ho trovato una squadra valida con buoni elementi di categoria che non ha nulla da invidiare ad altre avversarie, ma se si perde 5-1 in casa vuol dire che qualche problema c’è. Per quanto mi riguarda sono pronto a mettermi a disposizione con la mia voglia di trascinatore di giocatore che non si arrende mai».

Cesena, Foggia e Forlì le ultime tre città in cui ha giocato sono tre modi diversi di vivere il calcio?

«A Cesena c’è un ambiente passionale che però ti consente di vivere bene fuori dal campo e questo anche in un anno in cui dovevamo assolutamente vincere il campionato, a Foggia è caloroso perché i tifosi vivono con te le emozioni anche quando li incontri per strada, Forlì devo scoprirlo. Però questa è una società che ha una storia importante, sono venuto con l’intenzione di far bene e cercherò di restare».

A proposito di Covid, come vive questo periodo?

«Come tutti, alla giornata, aspettando gli eventi con le incognite sempre pronte dietro l’angolo».

Loris Tortori è già pronto per giocare?

«Mi sono sempre allenato da giugno in poi con l’Equipe Lazio e mi sento bene sia dal punto di vista fisico che atletico. Per il ruolo non ho problemi di sorta, nei tre d’attacco ho sempre giocato ed anche come trequartista. Sul modulo che intende adottare il mister ancora non so ne stiamo provando diversi dal 4-3-3 al 4-3-1-2 al 3-4-2-1».

Sul girone che informazioni ha?

«Non lo conosco benissimo, so però che Prato e Aglianese hanno formato due squadre di livello così come il Fiorenzuola, nostra prossima avversaria. Vorrei confrontarmi subito per vedere se davvero è così».

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