Calcio D: Rimini, Maniero: “Franzini? Ci penseremo a fine stagione”

Fa parte del gioco, calcio o qualsiasi altro sport che sia. Non bisogna aspettare per forza la fine della stagione per scegliere il nuovo allenatore. Lo sa Spalletti quando l’Inter prese Conte e lo sa Mastronicola ora che il diesse Maniero si sta guardando intorno. Ovviamente il dirigente patavino fa catenaccio su Arnaldo Franzini, che è però il prescelto del club per la panchina del Rimini edizione 2021-2022.

Maniero, si sente il rumore dell’automobile, dove sta andando?

«Sto scendendo a Pescara e poi farò tappa a Foggia, tornerò a Rimini sabato».

Qualche giocatore in ballo?

«Beh ci vado ovviamente per lavoro, diciamo che ho alcuni incontri con qualche procuratore, non sono uno che ama stare fermo».

Già e Arnaldo Franzini ne sa qualcosa dal momento che pare vi siate visti.

«Se lo dice il suo agente o l’amico fraterno dell’agente o una persona di fiducia va bene così».

In che senso?

«So come funzionano queste cose: c’è un procuratore che chiama e dice: «Che ne pensi di Franzini?» E io rispondo: «Sì, mi piace». E allora ecco che Franzini è vicino al Rimini».

Quindi sarebbe questa la situazione?

«Dico solo che il profilo mi piace, conosco Arnaldo, è un ottimo allenatore, avrò guardato dieci partite quando allenava il Piacenza e qualcuna del Seregno, ma dire ora che ci allenerà mi pare prematuro, non sta nè in cielo nè in terra. E poi poniamo che andiamo nei play-off e li vinciamo, di che parliamo? Nel senso che abbiamo tre partite da giocare e forse i play-off, non mi pare opportuno parlare del futuro».

Ma sono le regole del gioco, l’Inter prese Conte mentre Spalletti era impegnato a conquistare il quarto posto per entrare in Champions che voleva dire tanti soldi nelle casse…

«Sì vero, è giusto anche questo, ovvio che mi sto guardando intorno, non lo nego, ma allora si potrebbe fare lo stesso discorso per Parlato che il Trento non ha ancora confermato, è un mio amico, lo conosco, ma nessuno ne parla per il Rimini. Ripeto, mi sto guardando intorno, e penso che sia normale che anche Mastronicola abbia potuto ricevere nel frattempo qualche offerta».

E quindi?

«Sono un uomo di calcio e lo è anche Mastronicola che conosco da parecchio tempo, ci confrontiamo spesso e lui sa cosa penso, gli ho sempre detto che ogni valutazione sarà fatta a fine campionato, a bocce ferme, solo in quel momento valuteremo cosa è andato per il verso giusto e cosa si è sbagliato, quindi prenderemo una decisione. Se non dovesse essere confermato lui sarà il primo a saperlo».

Parliamo del momento attuale: due partite vinte, azioni di nuovo in rialzo, cosa è cambiato nella testa dei giocatori dopo i tre punti in sei partite?

«Contro Sammaurese e Progresso ho visto lo spirito di sacrificio, la voglia di aiutarsi nei momenti difficili cosa che non avevo visto nelle precedenti sei sfide. Se questo sarà lo spirito da qui alla fine allora sono fiducioso per l’ingresso nei play-off e non solo».

Insomma il ferro va battuto finchè è caldo e sarebbe un peccato fare proprio adesso un nuovo passo indietro.

«Abbiamo ripreso in mano l’inerzia e adesso sarà vietato rilassarsi perchè se lo facciamo dietro ci saltano addosso. È un attimo, pertanto bisogna continuare sulla strada appena intrapresa. Chi è abituato a dare otto deve continuare così, chi è abituato a dare sette deve fare altrettanto, ma non esiste che chi può arrivare ad un certo livello non ci arrivi».

Vi state guardando attorno a 360 gradi, è ormai risaputo che avete puntato i riflettori sulla località di Castel del Rio per il prossimo ritiro estivo…

«Io sono per il rispetto dei ruoli, ognuno qui ha un compito e tutti dobbiamo andare verso la stessa direzione. Sul ritiro se ne sta occupando il direttore generale».

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