Calcio D, Rimini e la C: una corsa che costa 650mila euro

Per il Rimini si apre una giornata frenetica, una delle più importanti del 2021 in quanto quella che può continuare ad alimentare le speranze per il ripescaggio in Serie C. Dopo aver depositato l’iscrizione alla Serie D nella finestra propedeutica al ripescaggio tra i professionisti, oggi va in scena la prima “partita”: sul campo vanno depositati documenti e 650mila euro. Questo è il giorno in cui devono essere consegnate le carte in cui si certifica che il club e lo stadio sono in regola con i regolamenti e i criteri del calcio professionistico ma vanno anche depositate tutte le garanzie economiche. Per questo i dirigenti, che hanno lavorato anche nel week-end, oggi si “sdoppieranno”: c’è chi andrà in Figc a presentare il contributo straordinario di 300.000 euro a fondo perduto necessario per il ripescaggio e chi nel pomeriggio, dopo aver ottenuto il via libera dalla cda della banca a cui ha chiesto la fideiussione da 350mila euro, provvederà a correre verso Firenze per consegnare, entro le ore 19, la fideiussione alla Lega Pro.

Escluse, ricorsi e ripescaggi

Una volta “vinta” questa battaglia, bisognerà attendere. Intanto tutte le società escluse dal Consiglio Federale (Chievo in B, Carpi, Casertana, Novara, Paganese e Sambenedettese in C) hanno preannunciato il ricorso, da depositare entro oggi, al Collegio di Garanzia del Coni, ultimo grado di giustizia sportiva presieduto da Raffaele Squitieri, che si pronuncerà martedì 27. Difficile capire in questo momento chi potrebbe salvarsi ma Chievo, Samb e soprattutto Paganese sembrano avere speranze. Oltre alle 6 bocciate giovedì, c’è un 7° posto libero, quello del Gozzano, che ha rinunciato alla C, e che dovrebbe essere preso dal Messina Fc (probabilmente con la modalità della riammissione gratuita e non del ripescaggio a pagamento).


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