Calcio D, potenza della campagna elettorale: tutti i politici tifano compatti per il Rimini


È arrivato Germinale, potrebbe arrivare Pasquato, il Rimini sta costruendo un’ottima squadra per il campionato di serie D, ma è niente a confronto dello stuolo di assessori, consiglieri, aspiranti assessori e aspiranti consiglieri visti all’opera giovedì sera durante la presentazione ufficiale della nuova stagione biancorossa. Fosse per la politica, già ora il Rimini sarebbe virtualmente in serie B. In questi giorni nel mondo perfetto ma irreale della politica in campagna elettorale avremmo nell’ordine: stadio ristrutturato, nuovo centro alla Gaiofana tirato a ludico, attenzione verso il settore giovanile come non mai ed anche nuovi abbonamenti che arrivano a go go.
Allora, facciamo un po’ di conti, nelle ultime dieci presentazioni ufficiali della squadra, che sfortunatamente si sono svolte ad elezioni già concluse, c’era al massimo l’assessore allo sport e qualche volenteroso, più che altro portato dall’amico dell’amico. Giovedì sera è stato un red carpet della squadra, ma anche della politica, di sinistra, di destra e civica, una corsa al palco, ai flash, alle maglie (la prima, la seconda e la terza), alla dichiarazione davanti alle telecamere, a tratti imbarazzante. Uno dirà, bisogna portare pazienza, siamo in campagna elettorale, ci sono rapporti delicati da tenere. Ma non è che i tifosi e gli sportivi siano dei trogloditi con l’anello al naso. Fino al punto da capire che è tutta una parata con poca sostanza, ci arrivano.
Una parata di lustrini non piacevole perché fatta da persone che (quasi tutte, quindi non tutte) non sanno nemmeno dov’è lo stadio, forse ci sono stati qualche volta per una premiazione, ma non si sono proprio mai viste. Sarebbe stato bello che le Jene all’ingresso avessero fatto qualche domanda di cultura sportiva generale. Alla domanda secca: in che serie gioca il Rimini? Quanti, secondo voi, di quei politici o aspiranti tali che negli ultimi dieci anni si sono completamente dimenticati del Rimini, tranne qualche festa promozione, e che giovedì brindavano allegramente, avrebbero saputo rispondere. E non è che tutti questi politici in prima linea fossero presenti perché hanno sentito le parole del nuovo direttore generale Franco Peroni, che martedì in conferenza stampa ha parlato di rapporti da riallacciare con l’amministrazione. O ci è riuscito in tempi record, oppure, più verosimile, è stata la politica, che va verso le elezione ad aver riscoperto il calcio e lo sport come per magia. L’indignazione però è compensata dalla bellezza delle promesse: Rimini avrà tra poco uno stadio decente, un centro sportivo all’altezza alla Gaiofana ed un politica di grande attenzione verso le sorti biancorosse. Fino ai primi di ottobre siamo in una botte di ferro.

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