Calcio D, i direttori sportivi giocano il derby Forlì-Rimini

ALESSIO PRANZETTI E RICCARDO RINIERI

Non ci sarà la promozione in palio, non ci sarà una stagione in gioco ma Forlì-Rimini non è un derby banale. Non lo è mai stato e non lo sarà mai. A poche ore dal fischio d’inizio (domani alle 15 allo stadio Morgagni) i due direttori sportivi, il forlivese Max Andreatini e il riminese Andrea Maniero, alla loro prima stagione nelle rispettive piazze, provano a giocare in anticipo una sfida che vede il Rimini arrivarci con due punti di vantaggio dopo tre giornate di campionato.

Max Andreatini

Riminese di nascita, classe 1973, è una partita doppia per Max Andreatini. La prima giocata sul campo, l’altra vissuta avendo di fronte la squadra della città dove risiede. Perché il diesse dei Galletti ha sempre girato intorno al Rimini senza mai approdarci davvero, almeno per ora. Dalle prime esperienze con il Real Rimini poi al San Marino prima di emigrare, a Fermo, da dove è rientrato in estate, ma 50 chilometri più a nord.

«Per me il Forlì in questo momento è il Real Madrid e lavoro ogni ora della giornata per fare il meglio per questa società. La partita contro il Rimini per quanto mi riguarda è sentita ma non più delle altre».

Esaurito l’aspetto sentimentale il discorso vira su quello tecnico, come arriva il Forlì a questo derby? Così Andreatini: «Molto bene, la squadra sta andando oltre le più rosee aspettative considerate le difficoltà di un calendario, il più difficile di tutti senza ombra di dubbio, che ci ha messo di fronte ad una partenza in salita. Invece dopo tre giornate siamo imbattuti e pur avendo disputato due gare in trasferta ci collochiamo a ridosso delle prime».

Il pareggio di Carpi ha lasciato un po’ di amaro in bocca perché i padroni di casa hanno giocato un tempo in inferiorità numerica per l’espulsione di Ficola.

«Non sempre l’uomo in più si traduce in un vantaggio, quello che mi preme sottolineare è la prestazione della squadra capace di conquistare un punto sul campo ostico di una diretta concorrente. Forse potevamo gestire meglio alcune situazioni ma nel complesso credo proprio che non ci sia nulla da recriminare sul risultato».

Contro il Rimini inizia la sequela dei derby, tallone d’Achille del Forlì dello scorso anno, in cui raggranellò appena tre punti sui diciotto disponibili.

«L’aver operato in sede di mercato rinforzando la squadra con molti giocatori del territorio rappresenta senz’altro un valore aggiunto che in una partita così importante può trasformarsi in un vantaggio a livello emotivo. Il Rimini? È una formazione allestita per vincere il campionato e sta facendo bene».

Andreatini ha l’ambizione un giorno di lavorare a Rimini? Il diesse forlivese chiude in questo modo: «L’ambizione fa parte di un sogno, per andare più in alto possibile, che oggi si chiama Forlì, in futuro vedremo».

Andrea Maniero

Patavino di nascita, classe 1974, l’impatto di Maniero con la realtà riminese è stato importante. Sette punti in tre partite che lui giudica così: «Sono giusti, non ho rimpianti perché il 2-2 di Bagnolo per come si era messa la partita alla fine ci può stare (remuntada da 0-2, ndr). Ma l’aspetto che fino adesso mi è piaciuto di più è che non sono stati punti casuali altrimenti sarei preoccupato. La squadra ha sempre fatto la prestazione e deve continuare di questo passo».

Un avvio convincente frutto di una programmazione iniziata ad Aprile: «C’è una direzione ben precisa, c’è un progetto dietro a quello che stiamo facendo e anche se siamo soltanto all’inizio e dobbiamo tenere i piedi ben piantati per terra, vedo però che la macchina sta funzionando bene».

E ora il Forlì, probabilmente il primo vero step della stagione: «Tutte le gare sono difficili in questo campionato e non è la solita frase fatta, basti vedere la sconfitta del Ravenna contro il Mezzolara. Sicuramente affrontiamo un avversario tosto, formato da giocatori di esperienza e giovani interessanti, Verde su tutti. Il Forlì sa quando può rallentare, quando può accelerare, legge bene le situazioni e questo perché ha un allenatore pratico e bravo».

Però dopo lo 0-0 di Carpi sull’altra sponda si è detto che nessuno ha mai parlato di vittoria del campionato: «Quando hai Pera, Borrelli, Pezzi giusto per citarne alcuni non si parte per non vincere».

Forlì costruito bene da Andreatini ma il Rimini ci arriva bene a questo derby: «Ho ragazzi speciali, umili e vogliosi di fare bene, hanno già capito il valore di questa maglia, chiedo loro di continuare a fare quello che sanno fare e di uscire a testa alta dal campo. Poi si può vincere, si può perdere, ma non prima di aver dato tutto, di aver corso e lottato».

E di Andreatini cosa dice? Maniero chiude così: «È stato in serie C, io no, ma non lo invidio perché non invidio mai nessuno, gli auguro tutto il bene di questo mondo».

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