FORLI’ – Il Forlì che ambisce a correre come una fuoriserie viaggia in Ferrari. È Nicola 31enne di Sassuolo la punta di diamante della formazione di Angelini arrivato a sostituire Santiago Minella.

Ferrari quali sono i motivi che l’hanno convinta a scegliere Forlì?

«È stata un’estate particolare in cui dopo l’esperienza alla Folgore Caratese avevo un po’ di richieste ma nessuna era soddisfacente al centro per cento. Così ho aspettato alla ricerca della piazza che mi stimolasse di più».

D’accordo ma la scintilla come è scoccata?

«Un po’ per caso. Mi ha contattato il diesse Carlo Di Fabio ed al primo incontro ho compreso che questa sarebbe stata la mia prossima squadra. Ho ricavato un’ottima impressione dal diesse, diciamo quasi una folgorazione così la scelta è venuta naturale. È vero ho avuto contatti anche con il Rimini ma l’impressione che mi ha fatto il Forlì ha superato tutti e le mie perplessità sono immediatamente svanite».

Ci sarà da faticare, le ambizioni societarie sono molto alte…

«È stimolante arrivare in una piazza che coltiva speranze di un campionato di vertice che corrispondono esattamente alle mie. Con questo stadio che mi ha colpito fin dal primo momento e l’organizzazione societaria così meticolosa è giusto guardare in alto».

Che tipo di attaccante è Nicola Ferrari?

«Sono una punta che va in profondità ma che sa anche giocare di sponda arretrando per dialogare con i compagni. Ho giocato con tutti i moduli, come unica punta e con il doppio o triplo attaccante ma se devo esprimere una preferenza le due punte con il trequartista alle spalle rappresentano il top».

Angelini dice che non tutti i giocatori rendono allo stesso modo in gironi diversi, Ferrari che ne pensa?

«Fino ad ora non ho mai avuto di questi problemi. Ho sempre giocato nei gironi del Nord e sono andato sempre in doppia cifra. Il D che è il girone in cui potrebbe giocare il Forlì è tatticamente molto equilibrato ed anche con l’ultima in classifica si può perdere, in quello lombardo sono forti le prime tre o quattro ma rispetto al resto del gruppo c’è maggiore differenza».

Ferrari cecchino delle aree di rigore che lascia l’impronta in ogni squadra ma ogni anno poi cambia, come lo spiega?

«Rimanere a lungo in una squadra lo considero un aspetto positivo per la crescita anche se a me non è mai capitato nonostante i gol che ho sempre realizzato con assiduità. I motivi? A volte non ci sono stati proprio i presupposti per proseguire il rapporto in altri anni ho cambiato squadra contro la mia volontà».

Obiettivi personali di Nicola Ferrari?

«Confermarmi come realizzatore in doppia cifra proseguendo il trend iniziato da un quinquennio migliorando le realizzazioni dell’anno scorso alla Folgore Caratese dove ho chiuso con 13 gol. Ma prima c’è sempre il gruppo».

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