Calcio D, Cattolica: ecco Strasser e Dolapchiev

Per festeggiare la prima vittoria in campionato, il Cattolica si regala due colpi di mercato: Rodney Strasser e Grigor Dolapchiev. Il primo non ha bisogno di tante presentazioni. Centrocampista, 31 anni, nato in Sierra Leone, è cresciuto nelle giovanili del Kallon. Nel 2007 lo acquista il Milan con cui esordisce in serie A il 21 dicembre 2008 nella vittoria interna contro l’Udinese. Nelle due stagioni successive colleziona altre quattro presenze. Il 6 gennaio 2011, nella partita Cagliari-Milan, segna il gol che regalerà ai rossoneri la vittoria. A fine campionato festeggerà lo scudetto insieme a gente come Ibrahimovic, Robinho, Seedorf, Boateng, Thiago Silva, Maldini e Nesta. Poi inizia il suo peregrinare: Parma, Reggiana, Genoa, Livorno e Lupa Castelli prima di tentare l’avventura allo Zagabria e al Gil Vincente in Portogallo. Il ritorno al Genoa a dicembre 2017 e l’approdo al Villafranca Veronese in serie D. Arriva dal TPS, serie A finlandese. Con Simone Lilli giocherà al centro della difesa.

Grigor Dolapchiev, invece, è un attaccante di 27 anni, arriva dal Fc Sportist, serie B bulgara, con cui ha anche segnato un gol prima di approdare al ‘Calbi’. Ha vestito la maglia della Nazionale bulgara partendo dall’U16 all’U21.

Grigor Dolapchiev

«Sono state due trattative difficili perché quando hai a che fare con giocatori di questo calibro, non è facile trovare la quadra – dice Giovanni Alcerati, il direttore sportivo dei giallorossi – e, invece, grazie al sostegno della società, e in particolar modo del presidente Cervellieri, siamo riusciti in questa che io definisco una vera e propria impresa».

Non dimenticando che in estate, Alcerati, è riuscito a portare in via del Partigiano anche giocatori del calibro di Scotti, Santoni e soprattutto Pierre Zebli, un altro che ha vissuto da vicino il grande calcio. Il tutto con un budget non proprio faraonico.

«Sono soddisfatto di quanto fatto, ma quando c’è sintonia tra le persone e si lavora tutti per lo stesso obiettivo, senza tanti personalismi, i risultati sono questi. Sappiamo di essere stati inseriti in un girone molto difficile, con società che hanno a disposizione budget illegali: se ci dovessimo salvare, e ci salveremo, faremmo un’impresa incredibile».

L’ultima di una carriera da direttore sportivo che quest’estate poteva salire di un piano.

«Ho avuto questa possibilità, ma ho deciso da tempo di dare priorità al mio lavoro e per ora va bene così. Poi la voglia di tornare a lavorare con Cervellieri con cui due anni fa abbiamo stravinto il campionato di Eccellenza, mi ha riacceso il fuoco dentro».

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