Calcio D, il presidente del Forlì: “I nostri tifosi non hanno nemmeno un tamburo, se vogliono glielo pago io”

Gianfranco Cappelli con i primi tre punti della gestione Gadda ha ricavato l’impressione che il nuovo allenatore abbia già dato l’impronta alla squadra?

«Le vittorie fanno sempre bene e nel nostro caso rasserenano l’ambiente che per il Forlì era una necessità. Con Gadda indubbiamente la squadra ha compiuto passi avanti sul piano del gioco, gli stessi che non aveva fatto con il precedente allenatore».

Con Giovanni Cornacchini è stata rottura totale?

«Non sono rimasto soddisfatto del suo operato ed i risultati sono stati mediocri. Se Cornacchini non era convinto della squadra doveva rinunciare, se non ha trovato l’ambiente giusto è stato un problema ma ciascuno si deve prendere le proprie responsabilità. In quanto al contratto dico questo: di Gattuso (Gennaro ex allenatore del Napoli ndr) ce n’è uno solo».

Per ora l’unico rinforzo è arrivato in difesa, Boccardi dall’Imolese, ma alla riapertura del mercato a fine mese?

«È chiaro che dobbiamo fare delle valutazioni perché l’organico non è quello che pensavamo e che doveva essere e le prestazioni sono lì a dirlo. Non c’è più nessuno sicuro del posto, tutti sono in discussione».

La parziale consolazione viene dai giovani, Nisi, Amaducci, il settore giovanile del Forlì è una grande risorsa?

«Ma ho anche il rimpianto per i giovani che sono andati in prestito o mandati a maturare che potevano essere utili in questa condizione».

Quanto è temibile la Tritium che arriva fra due giorni?

«Non sappiamo chi andiamo ad affrontare è una squadra completamente nuova ed al Forlì mancano giocatori importanti come Pera, forse Petrucci così in attacco c’è Verde ed il buon Longobardi».

I tifosi non dovrebbero essere l’uomo in più quando si gioca in casa?

«Quando abbiamo affrontato il Prato sono rimasto impressionato dalla fede di quella tifoseria impegnata per 90 minuti a sostenere i propri colori con grida di incitamento e cori. I nostri li vorrei così ma non hanno nemmeno un tamburo, se vogliono glielo pago io, poi li invito ad essere un tutt’uno con la squadra».

Un commento sullo striscione comparso domenica in gradinata?

«Voglio essere chiaro: è stato di una sgradevolezza che rasenta l’inverosimile».

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