Calcio D, Bonandi: “Un sogno le 300 presenze con la Sammaurese”

In un’epoca di bandiere ammainate ce n’è una che veleggia incurante degli anni. Sono 13 come le stagioni in campo per 300 presenze con la stessa maglia, festeggiate domenica scorsa. Thomas Bonandi ha raggiunto un traguardo storico, iniziato in Prima categoria e arrivato in D, condito anche da 130 reti che hanno accompagnato la Sammaurese in questi anni. A San Mauro ci era arrivato nel 2009 con l’animo di smettere e invece nel paese del poeta ha finito per viverci e continuare a regalare colpi, numero dieci e fascia da capitano al braccio.

Bonandi che effetto le fa toccare quota 300 presenze?

«È un bel traguardo soprattutto nel percorso iniziato in Prima Categoria e approdato alla settima stagione in D».

Tredici campionati a San Mauro, l’avrebbe mai pensato?

«Le dinamiche del calcio sono imprevedibili. Diciamo che si è stabilita un’alchimia con la Sammaurese che va ben oltre l’aspetto sportivo. Dire che sono in una famiglia è affermare il vero».

Riavvolgiamo il nastro. Come è arrivato a San Mauro?

«Ero fermo da un anno e mezzo, dopo la Primavera al Cesena, per un problema alla caviglia. Avevo pensato di smettere».

E invece?

«Mi chiama Fusco Cono, allenatore della Sammaurese che avevo conosciuto alla Berretti a Cesena, e mi chiede di fare qualche corsa con la prima squadra. Nulla di più».

Dalla corsetta al campo il passo è breve.

«E infatti mi convince a scendere in campo e vinciamo il campionato di Prima categoria. Per me è stata una rinascita».

Tante stagioni a San Mauro, la più bella?

«I tre campionati vinti: Prima categoria, Promozione, Eccellenza. C’era un pubblico e un entusiasmo che oggi purtroppo si è perso intorno alla squadra malgrado l’alta categoria».

Tanti compagni in questi anni: un nome su tutti?

«Marcello Scarponi con cui c’è un rapporto di amicizia vera».

Sui social si scherza su Scarponi che deve correre anche per lei.

«Un tempo forse sì, adesso un po’ meno. Gli anni li sente anche lui (parte la risata, ndr) che a breve toccherà le 300 presenze».

Il momento più difficile a San Mauro?

«Quando ho comunicato il passaggio al Forlì. Al Presidente Protti ho impiegato parecchi giorni prima di trovare la forza».

Ha qualche rimpianto su San Mauro?

«Gli infortuni, mi sarebbe infatti piaciuto giocare di più».

Neanche un rimpianto sul celebre no alla Reggiana in serie C?

«No. Sono consapevole che avrei potuto fare di più nella mia carriera e approdare nei professionisti, tuttavia non rinnego nessuna scelta fatta».

Quasi 130 gol: il più bello?

«La rovesciata al Forlì, è finita anche in diverse tv nazionali».

Un grazie a chi?

«A tutti coloro che sono sempre stati presenti in questi tredici anni: il presidente Protti, l’allenatore in seconda Stefano Ugolini, il massaggiatore Gigi Muccioli. Aggiungo mio nonno Fabio e mia moglie Daniela».

Come sarà Bonandi tra altre 300 partite?

«Magari ne potessi giocare ancora così tante. Di certo sarà ancora alla Sammaurese a cui ho giurato amore eterno».

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