FORLI’ – La partita che non ci voleva. Dopo la batosta di Agliana, il Forlì torna al Morgagni per l’ostico derby contro la Sammaurese degli ex Stefano Protti e Thomas Bonandi, squadra ancora ferma ai box e desiderosa di smuovere la classifica per fare lo sgambetto ai Galletti.

Filippo Baldinini capitano del Forlì, che partita si aspetta?

«Una gara complicata come è sempre stata per noi in questi ultimi anni contro un’avversaria da prendere con le molle. La classifica inganna perché la Sammaurese ha valori importanti ad iniziare da Tommy Bonandi che da solo è in grado di spostare gli equilibri. Il Forlì dovrà giocare con lucidità senza farsi prendere dalla frenesia ma cercando le migliori soluzioni di gioco come del resto abbiamo fatto con Seravezza e Corticella».

Stefano Protti tatticamente preparerà qualche trappola?

«È capitato a Forlì nell’annata più difficile degli ultimi anni, di lui ho un ottimo ricordo, certo curerà la preparazione alla partita impostando una squadra attenta, pronta a chiudere gli spazi per limitare i nostri punti di forza. Tuttavia conoscendolo non credo proprio che verrà solo per difendersi ma per sfruttare ogni occasione».

La sconfitta di Agliana ha lasciato conseguenze?

«Il risultato del campo è pesante ma obiettivamente un po’ troppo severo. La partenza dell’Aglianese che nei primi venti minuti ha costruito quattro nitide occasioni da gol ci ha messo in grande difficoltà e non siamo stati capaci di reggere l’urto sotto l’aspetto fisico. Il rigore ci ha tagliato le gambe ma il terzo gol non si può prendere così».

È solo un’impressione o le toscane sono più forti?

«Prato e Aglianese hanno un organico di alto livello con giocatori di categoria superiore: in questo momento sono più avanti di noi. L’Aglianese mi è sembrata un squadra molto determinata con molta fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. Noi non dobbiamo per questo essere sfiduciati, con le nostre armi che sono il gioco e lo spirito di gruppo cresceremo ancora e tra qualche mese potremo essere al loro livello».

Da giocatore prima e da capitano della squadra poi come vive questa ondata del virus?

«Inutile negarlo c’è ansia per tutto quello che sta succedendo. Noi facciamo i controlli regolarmente viviamo una vita limitata all’interno dell’habitat familiare ma ad ogni tampone bisogna farsi il segno della croce perché magari stai benissimo eppure risulti positivo come asintomatico e finisci in quarantena».

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