FORLI’ – Quello che un tempo si definiva vernissage ai tempi del Covid è soltanto una partita a porte chiuse. Così l’esordio stagionale del Forlì (ore 17) sul sintetico dell’antistadio1 contro la Del Duca Ribelle si trasforma in un evento per pochi intimi. Dopo che i giocatori della Ribelle hanno effettuato il test sierologico, i protocolli delle due squadre si sono unificati, così si può giocare a porte chiuse la partita che doveva disputarsi una settimana fa. Giuseppe Angelini attende con un misto di fiducia e curiosità. «Sì, perché un conto è provare schemi e moduli in allenamento, un altro è vederli in partita. Stiamo lavorando con profitto, vedo nei giocatori la voglia di misurarsi contro un avversario che non sia il compagno di squadra».

Quali indicazioni può dare una gara contro una formazione di Eccellenza? «Il metro di giudizio lo daranno certamente i confronti ufficiali ma questo è un po’ il problema che abbiamo tutti. Attendo le indicazioni che scaturiranno dal punto di vista tattico ma anche atletico per capire a che punto siamo. Anche se le amichevoli lasciano il tempo che trovano sarà un test comunque utile».

Durante i due tempi ruoterà i giocatori a disposizione provando moduli diversi. «Sicuramente la difesa a tre e a quattro, mentre in attacco voglio verificare il modulo con due punte ed il trequartista rispetto al 4-3-3».

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