Calcio C,Liviero: “Imolese, ti voglio piccante come la pizza Diavola”

Matteo Liviero, come va il piede “martirizzato” dall’entrataccia di due settimane fa di Tozzuolo del Montevarchi?

«Decisamente meglio, ma non sono ancora al 100% ovviamente. Il piede si è sgonfiato ed è in via di guarigione: in una situazione come la mia nella quale si è formato l’edema attorno alla botta è normale ci voglia tempo per assorbirla. Subito mi sono accorto che avevo preso una gran bella legnata, avendo avuto un taglio era impossibile continuare».

Ora l’Imolese sta attraversando un periodo diverso da quello che era stato fino a fine ottobre, visto che avete conquistato solo 1 punto nelle ultime 4 partite. È cambiato il clima in settimana?

«No, durante la settimana pensiamo a lavorare ed a niente di più che alla partita che verrà. Questa squadra ha una mentalità alla quale piace lavorare con grande intensità ed applicazione, la medicina per uscire da questo momento è lavorare e fare qualcosa in più».

Alla partita di domenica in casa della Fermana è giusto chiedere prima il risultato poi la prestazione?

«Sicuramente servono i punti, ma per noi il risultato è stato sempre figlio della prestazione perché i punti che abbiamo fatto sono sempre arrivati per merito e non per coincidenze fortunate. Penso che l’importante è concentrarci sulla prestazione del singolo e di squadra per raggiungere l’obiettivo che è il risultato: nel lungo termine è la prestazione che ti porta a fare punti, potrà andare bene una volta ma se non fai bene i punti non arrivano».

La partita con la Fermana in arrivo si prospetta diversa dalle altre, visto che i marchigiani in casa sono decisamente insidiosi…

«È una partita particolare però non penso che sia più facile o difficile delle altre. In questa categoria si è visto come con chiunque si possano fare risultati se si affronta la partita con la mentalità giusta ed allo stesso modo vale anche il contrario se non si gioca con l’atteggiamento».

Lei è uno dei “vecchi” di questa Imolese, quelli che spesso Fontana elogia perché hanno cambiato le certezze precedenti sposando in pieno il suo credo a livello di gioco…

«Fontana ha questa sua mentalità che cerca di trasmettere alla squadra. Quando si ha a che fare con allenatori come il tecnico che propongono anche cose particolari o situazioni mentali che sono magari fuori dall’ordinario, la prima cosa è metterti in gioco da cima a fondo: con lui mi ero trovato bene anche alla Juve Stabia perché avevo sposato la sua mentalità in quanto in quello che mi diceva mi trovavo in pieno, sentivo mie tutte le cose che trasmetteva a noi giocatori. Proprio per questo motivo quest’anno più che cambiare io dovevo ritrovare, nel senso che dovevo rispolverare le sue idee più che andare a cambiare quanto facevo prima: ho dovuto rimettere in moto quella mentalità che mi aveva già trasmesso a Castellammare».

Visto che mercoledì sera vi siete ritrovati per una “pizzata”, dica che pizza sarebbe questa Imolese?

«Diavola. Sia perché è una delle mie preferite sia perché dobbiamo mettere quel “piccantino” con il quale possiamo essere in grado di impensierire chiunque».

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