Due mesi da cestinare, uno per ricostruire. Ecco quello che tocca all’Imolese che domani riprenderà gli allenamenti agli ordini di Catalano per quelle che saranno due settimane nelle quali l’allenatore barese sarà chiamato a risollevare nel cuore e nell’anima una squadra che non fa punti dall’1 novembre e che anche contro il Cesena ha confermato tutti i difetti che l’hanno fatta precipitare al terzultimo posto in classifica. Difesa che ha cominciato a prendere gol sempre e comunque al primo sospiro (mercoledì è toccato ad Ardizzone fare centro al primo tiro in porta avversario imitando Mokulu, Chakir, Lazzari, Melchiorri fermandosi agli ultimi 4 ko) e squadra che sembra diventata “corta” quanto ad alternative valide rispetto ai titolari. Ecco i due problemi principali del momento nero dei rossoblù che contro il Cesena hanno sì disputato una gara convincente per la prima ora di gioco ma poi hanno pagato pesantemente la stanchezza dei primi 11 e la scarsa incidenza di chi, uscendo dalla panchina, non è riuscito a fare partita pari con i bianconeri. Quella che era stata la forza della prima Imolese di Cevoli, ovvero l’impatto delle forze fresche a gara in corso, è diventata nelle ultime settimane (eccezion fatta per Ravenna, dove però c’erano 3 gol di differenza a rilassare anzitempo i giallorossi) una chiara evidenza per la quale però la sensazione è che l’unico rimedio possa arrivare da una “rinfrescata” di mercato. E qui si apre l’altra partita che l’Imolese dovrà giocare, ovvero quella che toccherà al direttore sportivo Zocchi chiamato per prima cosa a piazzare Stanco ed il suo biennale in un mercato invernale nel quale, solitamente, le punte sono il genere più richiesto. Cosa serve a questa Imolese? Per prima cosa che Catalano possa conoscere bene la rosa a disposizione (avendola allenata solo una volta) per capire ad esempio se Della Giovanna (che sembrava destinato a partire, ma che ha giocato con il Cesena i primi minuti del suo campionato) sia ancora da considerare un esubero, anche alla luce della lunga assenza di Rinaldi che tornerà forse a fine febbraio. La certezza è che servirà un attaccante in grado di completarsi con Polidori e che in mezzo al campo qualcosa di diverso andrà assolutamente previsto, anche pensando al 4-3-3 solitamente utilizzato da Catalano. Tutte le ipotesi hanno però un punto di partenza che è imprescindibile, ovvero quello che sarà il “campo di manovra” (leggi il budget) che la proprietà rossoblù metterà in mano a Zocchi chiamato probabilmente, come la scorsa estate, al “passione, idee e fantasia” che il presidente Spagnoli mise come punto di partenza della terza stagione in C dell’Imolese.

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