IMOLA – Per entrambi, la finale di play-out con l’Arzignano è stata la fine di una storia cominciata tre anni prima, quando in un mondo diverso erano arrivati per aiutare un’Imolese che voleva dimenticare in fretta il finale di campionato con la beffa del sorpasso del Ravenna sullo striscione del traguardo.

Uno talento cristallino, finito in castigo a Viterbo per uno dei tanti “mal di pancia” di Camilli, l’altro con quel “è il difensore più forte della Toscana” che fu l’sms di Guido Pagliuca per presentarlo: Luca Belcastro e Lorenzo Checchi sembravano due giocatori come tanti, quando arrivarono ad Imola in quell’estate 2017. La fantasia di Belcastro e la solidità di Checchi, il primo sceso “a miracol mostrare” quei colpi che, in quella D dove Checchi aveva sempre giocato fino al 2017, erano fuori categoria: quel 2017/18 in D dove Belcastro fece sfracelli (16 gol totali fra campionato e play-off, 5 assist e doppia cifra di pali e traverse colpite) e dove Checchi riuscì solo in parte a dimostrare le sue qualità. Belcastro che sembra destinato a partire, Belcastro che rinnova e che parte per le vacanze: l’estate 2018 era cominciata così, con Checchi impegnato a recuperare dall’infortunio subito all’ultima di campionato e l’Imolese che ha Dionisi in panchina, gioca la Coppa Italia dei grandi da squadra di D, si ritrova in C e poi vivrà un anno indimenticabile, concluso con l’inutile vittoria ai play-off col Piacenza. Belcastro che in C gioca a singhiozzo (ma quando gioca, come gioca…), Checchi che comincia in panchina, poi entra e in coppia con Carini diventa l’architrave difensivo della macchina perfetta rossoblù non uscendo più fino all’infortunio al ginocchio dal quale recupera giocando i play-off: anno meraviglioso, quel 2018/19, nel quale si cementa l’amicizia fra i coinquilini (il terzo è De Marchi) che vanno insieme in vacanza ad Ibiza. La macchina del tempo corre veloce, si arriva all’ultimo campionato archiviato in un mondo diverso: c’è il Covid di mezzo e allora l’estate 2020 si fa vicino a casa, con Belcastro e Checchi che per un po’ sono presenze fisse al bagno Marco a Cervia con Carini e dove fanno capolino Carraro, Rossetti e Garattoni per sfide a teqball in attesa di riprendere col calcio. Un calcio cambiato, nel quale finora non è stato trovato un posto dove Belcastro potrà sfoderare i propri colpi mentre per Checchi l’avventura a Mantova è appena iniziata, conclusione di un paio di mesi nei quali il mondo è cambiato a partire dal 2 luglio, quando l’anatema della proprietaria dell’Imolese Fiorella Poggi (che ha accusato Checchi, senza mai nominarlo, di non aver accettato la riduzione del proprio ingaggio) ha fatto capire che Checchi se ne sarebbe andato. Lo stesso aveva fatto qualche settimana prima Belcastro (che pare a un passo dal Grosseto), visto che nell’Imolese da 3-5-2 di Cevoli, ridimensionata economicamente dal Covid e ringiovanita dalla necessità di voltare pagina per guardare al futuro, non c’era più spazio per il trequartista puro. Entrambi quindi salutano Imola, quella che è stata la loro casa per 3 anni e chiudono la valigia nella quale per entrambi, come per Julio Iglesias, “tutto il nostro passato non ci può stare”.

Doveva essere un pomeriggio di amichevole con il Mantova, sarà un giorno con normale allenamento per l’Imolese (tutti negativi ieri i tamponi effettuati) che la prossima settimana giocherà giovedì 17 alle ore 15 in amichevole a Soave contro la Primavera del Verona mentre domenica sarà di scena a Vinovo per affrontare la Juventus under 23. Test ai quali dovrebbero partecipare gli assenti alla gara di giovedì scorso a Martorano, ovvero Sall (recupero da un principio di pubalgia), Provenzano (martedì si unirà al gruppo) e Rossi, che già ieri è tornato ad allenarsi. Sul fronte mercato, infine, le novità che attendono i rossoblù sono quelle legate alle cessioni di Padovan e Della Giovanna: per il primo restano vive le piste Mantova, Piacenza e Sudtirol in un mercato che entra domani nella terza settimana.

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