RAVENNA – C’era un velo di nebbia latente, ad aleggiare mercoledì sera sul Benelli, ma al minuto 37 del primo tempo il lampo di Benjamin Mokulu, oltre ad accecare il portiere ospite Giacomel, incolpevole nel frangente a differenza del primo gol, ha generato una luce tale da arrivare a chilometri di distanza, quasi fosse il faro di Marina di Ravenna. È stata una prodezza clamorosa, quella dell’attaccante arrivato da Padova, che dopo la penalità a suo carico (ma non di sua responsabilità) dei due turni di squalifica è giunto tra Triestina e Virtus Verona a segnare la seconda rete consecutiva nell’arco di tre soli giorni. E che rete.

In fiducia

«Quando mi è arrivata la palla – racconta Mokulu – ero lontano dalla porta e di conseguenza i difensori erano abbastanza distanti, ho pensato subito di provarci ed è andata decisamente bene. Oltre a essere stato molto bello è stato un gol molto importante, perché andare sul 2-0 ci ha dato maggiore tranquillità e probabilmente ha creato ulteriori problemi alla Virtus Verona sul piano psicologico. Ho ritrovato quella fiducia che per un attaccante è sempre molto importante, dopo il gol di Trieste ho trovato maggiore convinzione e determinazione anche nel cercare la strada della rete, oltre ad aiutare sempre la squadra come penso di fare in ogni occasione. Conosco le mie qualità ma anche i miei compiti, penso di dare sempre il massimo per essere importante per il Ravenna e per il raggiungimento di quelli che sono i nostri obiettivi stagionali».

Dopo l’esordio con il Sudtirol, gara a cui Mokulu non avrebbe dovuto partecipare per squalifica, l’attaccante belga è stato sospeso per le due giornate successive e al ritorno in campo ha dimostrato di non aver patito a livello fisico dello stop: «In Belgio mi sono preparato bene prima di tornare a Ravenna, adesso mi sento più o meno al novanta per cento della condizione, resta un dieci che spero di completare quanto prima. Ma tutta la squadra adesso sta bene e l’ha dimostrato contro la Virtus Verona: secondo me il Ravenna gioca in verità un buon calcio dall’inizio del campionato ma spesso gli era mancato qualcosa, mercoledì scorso c’era la cattiveria giusta e forse una determinazione superiore al recente passato nel cercare quel risultato positivo che serviva per il morale e soprattutto per la classifica».

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