Imola, 23 dicembre 2020, tribuna centrale dello stadio Romeo Galli. Al minuto 24 del secondo tempo, quando Russini accarezza il palo e riporta avanti il Cesena, si forma una specie di assembramento (consentito dall’alternanza delle sedute) intorno a Moreno Zebi. Vicino al direttore sportivo del Cavalluccio ci sono, in ordine sparso, Gonnelli, Sala, i due portierini Bizzini e Fabbri e soprattutto capitan Caturano, che si alzano per festeggiare l’arrivo di Russini e dei compagni freschi di 2-1: «Questa è l’immagine rappresentativa della squadra e del gruppo – comincia Zebi – quel gol non lo ha segnato solo Russini, ma tutta la squadra. E tutta la squadra ha scelto di festeggiarlo. C’è una partecipazione fortissima anche da parte di chi gioca poco o di chi è indisponibile e da responsabile di questo progetto tecnico mi sento orgoglioso. Questo gruppo è il nostro vanto e per questo va tutelato. Anche potenziato, perché no, ma innanzitutto tutelato».

Zebi, che Natale ha trascorso?

«Beh, c’è grandissima soddisfazione, non posso negarlo. Però io vivo sentimenti contrapposti. Non so come mai, ma la mia gioia non è mai piena e soprattutto dura pochissimo. Io sono orgoglioso del Cesena, ma sto già pensando al 2021».

Cosa significa essere a -2 dal primo posto.

«I numeri esprimono sempre qualcosa. Dicono che c’è stata una crescita clamorosa di questa squadra, ma soprattutto dicono che siamo a 31 punti con pieno merito».

La classifica è un invito a crederci, un punto di partenza, una responsabilità in più o solo una splendida cartolina di fine anno?

«Dobbiamo essere bravi a fotografare la realtà, senza essere banali e retorici, ma dobbiamo essere bravi soprattutto a non perdere di vista questa realtà. Non possiamo generare aspettative o promesse, che non sono alla base di questo percorso. Io ripropongo la frase che ho detto nel giorno della mia presentazione: il Cesena di quest’anno deve ragionare per micro obiettivi. E oggi il micro obiettivo rimane uno: la partita. Quindi il nostro prossimo obiettivo è Cesena-SudTirol, poi sarà Arezzo-Cesena e via. Noi dobbiamo lavorare per migliorare e per giocare bene Cesena-SudTirol. La classifica è semplicemente un invito a fare bene al sabato o alla domenica».

Agli occhi di un direttore sportivo, qual è la soddisfazione più grande dopo 17 giornate?

«Smentire chi dice che il Cesena è partito male e poi si è ripreso. Noi stiamo certificando un momento straordinario, ma non è vero che siamo partiti male. Credevamo in questa proposta di calcio, vederla in campo è bellissimo. Questo aspetto lo voglio condividere con Viali, al quale consegno i meriti maggiori di questa crescita».

Qual è stata la partita più bella del suo 2020?

«Per le sensazioni che ho avuto, Imolese-Cesena è stata una partita da squadra vera e matura. Cesena-Samb, invece, incarna l’essenza del gruppo e del gioco: una grande partenza, il ritorno degli avversari fortissimi, la sofferenza, la fatica e poi la forza e la qualità nel voler costruire un’azione meravigliosa. Noi al 91’ abbiamo avuto la forza, le energie ma anche la qualità per vincere la partita al termine di un’azione da manuale. Quel gol è la foto di quello che dobbiamo essere».

Ha un rimpianto?

«No, davvero».

Qual è il giocatore sul quale punterebbe nel 2021?

«Io punto su chi ha ancora un margine importante di crescita».

Su Caturano lei è stato molto chiaro prima di Natale…

«Ribadisco: sogno di vedere Caturano e di vederlo decisivo negli ultimi 2-3 mesi. A gennaio non sarà possibile, a febbraio ancora non lo so, a marzo vedremo. E’ evidente che,con la sua assenza, ci sia un giocatore in meno davanti, ma siamo riusciti a sopperire al suo infortunio con l’aiuto e soprattutto con la crescita di tutti, da Bortolussi a Nanni, passando per gli esterni. L’attacco è un reparto ben assortito anche senza il nostro capitano. Che, ribadisco, abbiamo deciso di aspettare»

Cosa pensa del mercato di gennaio?

«Dipende dal contesto e dal momento. Di solito è la possibilità di tamponare qualche errore commesso in estate. Per noi può essere la possibilità di affinare il tiro o di ritoccare la squadra in base a qualche occasione. Ma i progetti che funzionano non devono essere stravolti a gennaio, al massimo solo leggermente sistemati».

Il Cesena di cosa ha bisogno?

«Io voglio tutelare questo gruppo, se lo sta meritando. Qualcosa succederà, ma non possiamo intaccare gli equilibri. Numericamente ragionavamo sui 24 giocatori e in questo senso ci siamo. Abbiamo solo bisogno di raccogliere l’opportunità giusta al momento giusto qualora si dovesse presentare. Se poi ci fosse la possibilità di inserire un giocatore futuribile anche per il prossimo anno, possiamo pensarci».

Il suo contratto scade il 30 giugno. Le è stato proposto il rinnovo? E lei lo ha proposto a Viali, dato che anche il tecnico è in scadenza?

«Non mi è stato proposto il rinnovo perché non è ancora arrivato il momento. Siamo tutti concentrati sul presente e sul lavoro. Io ho un’opzione di rinnovo in favore della società, che loro possono esercitare, ma oggi le priorità sono altre. Naturalmente mi auguro di aprire un percorso. E lo stesso vale per Viali».

A proposito, da fuori il suo rapporto con il tecnico sembra andare oltre il calcio e il campo.

«Sì, è vero. C’è un rapporto che va oltre il nostro lavoro e il nostro mestiere. Al di là delle conoscenze, di Viali apprezzo innanzitutto e soprattutto la persona, la passione, la lealtà, le idee. Oggi ha raggiunto un livello alto di preparazione e di maturità che meriterebbero anche di più».

Passando alla squadra, ci sono quattro contratti in scadenza. A Nardi e Steffè, due uomini-copertina della crescita del Cesena, farà presto una proposta?

«Sono due ragazzi straordinari e siamo molto contenti. Quindi non vedo ostacoli. Steffè ha un rinnovo automatico legato alle presenze (25, ndr), ma il prolungamento di un ragazzo come Demetrio va oltre i numeri e le opzioni, perché alla base ci sono qualità morali importanti. Per Nardi parlano il campo e il suo attaccamento. E comunque nel mio progetto futuro ad ampio respiro, Nardi e Steffè ci sono. Come ce ne sono tanti altri».

Anche Maddaloni e Russini vanno in scadenza a fine stagione.

«Ne stiamo parlando, ci sono state discussioni e ne parleremo nelle prossime settimane. Il club è attento e vuole portare avanti questo gruppo il più possibile».

Cosa chiede al 2021?

«Stare bene e tornare alla normalità. Ma soprattutto continuare ad alimentare la fiamma che mi spinge e che è la mia benzina. Ma su questo non ho dubbi…».

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