William Viali, dopo il primo mese e mezzo di allenamenti del suo Cesena, qual è il bilancio?

«Nonostante i disagi con i quali dobbiamo convivere a causa dell’emergenza sanitaria e dell’isolamento, sono molto soddisfatto per l’attenzione e la predisposizione al lavoro da parte di tutti. Le richieste che ho fatto sono state esaudite con grande entusiasmo e per ora posso dire che abbiamo fatto tutti il massimo. Poi ci tengo a sottolineare un aspetto che mi ha meravigliato».

Quale?

«La qualità dei ragazzini che lavorano con noi. Sto allenando un gruppo di 24 giocatori e un terzo è formato da giovanissimi provenienti dal settore giovanile. A questi ragazzi dico grazie, perché non hanno mai abbassato il livello degli allenamenti. E dico grazie anche ai loro genitori, perché sono tutti ragazzi davvero educati. Era inevitabile avere un gruppo sbilanciato, pensando al contorno e a questo isolamento, che non ha certamente aiutato, ma nel lavoro sul campo non me ne sono accorto».

La preparazione è entrata nel vivo ad Acquapartita. Su cosa sta insistendo principalmente?

«Dedico una giornata alla fase di non possesso, con didattica al mattino e situazioni da provare al pomeriggio, mentre la giornata successiva è dedicata al possesso. Purtroppo ci mancano le partite, cioè lo strumento che aiuterebbe il Cesena a crescere ancora, ma almeno siamo riusciti a filmare le partitelle in famiglia per andare a correggere gli errori».

Ci sono stati contrattempi fisici?

«Una contrattura lievissima per Petermann, che ha saltato un paio di allenamenti, poi qualche acciacco per Sabato e Zammarchi, che sono in dubbio per l’amichevole con l’Imolese. L’unico vero intoppo riguarda Russini, che si è allenato in gruppo solo nei primi giorni e poi si è fermato a causa di un risentimento al polpaccio. Dalla prossima settimana riprenderà a pieno regime».

Come è stata la gestione dell’isolamento?

«La grana più grande riguarda i tamponi ogni due giorni, perché la procedura è molto noiosa. Ci si abitua a tutto, per carità, ma noi siamo ogni giorno sotto pressione perché quando non facciamo il tampone attendiamo l’esito degli esami e lo stress mentale, soprattutto dopo i primi tre o quattro giri, era alto. Ora siamo più tranquilli».

Al momento lei sta lavorando con quattro volti nuovi. Ce li presenta?

«Premessa: i calciatori li conosci davvero bene solo quando sono sotto stress e non durante l’estate, perché il calcio d’estate e gli allenamenti sono un po’ finti e fanno risaltare soprattutto le qualità, mentre durante una stagione si notano anche i difetti. Però io ho trovato la conferma di quello che volevo. Aurelio è un terzino alla Valeri, Petermann è un regista verticale bravissimo anche nel gioco lungo, Collocolo una mezzala di intensità e di strappo, di dominio anche fisico. Quanto a Satalino, è il portiere che volevamo e che voleva Antonioli».

Poi c’è Caturano.

«Che per me è come se non fosse mai andato via. Sia durante il lockdown che dopo la chiusura della stagione non ci siamo mai staccati. E’ tornato con grande entusiasmo, sarà un punto di riferimento per i compagni».

Le caratteristiche dei nuovi fanno pensare a un Cesena più forte fisicamente.

«Volevamo guadagnare centimetri per le palle inattive, ma non abbiamo scelto i giocatori per l’altezza. Cioè, Petermann è arrivato perché è il regista ideale per noi e non perché è alto. Per sostituire Valeri abbiamo puntato su un terzino con le stesse caratteristiche, poi ben venga che sia anche più alto».

E’ vero che sarà un Cesena più verticale dello scorso anno?

«Il possesso palla o il gestire i tempi della partita con la palla nei piedi deve avere un fine. Avere la palla è un vantaggio, ma è più importante stare nell’area avversaria, quindi vogliamo essere più verticali e più ficcanti rispetto al mese e mezzo trascorso insieme un anno fa».

Come giudica i 2000 che sta allenando?

«Si sono fatti trovare pronti e si sono messi a disposizione, ora voglio vederli in partita».

Il mercato è ancora lungo e al Cesena mancano diversi giocatori. Quali sono le priorità?

«Un altro attaccante centrale o che possa giocare a due, un esterno alto offensivo, un difensore centrale perché siamo contati, un terzino destro e qualche alternativa per completare la rosa».

Le pesa l’incertezza sulla data di partenza del campionato?

«Sì, ma ogni estate evidentemente è destino. Noi abbiamo voglia di cominciare e nella nostra testa c’è il 27 settembre, poi vedremo cosa succederà».

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serie c

stagione 2020-2021

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