Calcio C, Tonelli: “Il Cesena è forte ma il Rimini non è da meno”

Lasciare da parte i ricordi e pensare solo alla vittoria con il Rimini. La settimana del derby con il Cesena è già cominciata e i biancorossi oggi torneranno in campo per preparare una delle partite più sentite di sempre. Sicuramente dalle tifoserie, non di meno dai giocatori. E quando si parla di ex, visto che nella rosa di Gaburro ce ne sono diversi, il pensiero va al centrocampista Simone Tonelli, che con il Cavalluccio ha tanti bei momenti scolpiti nella memoria. Il filo conduttore ha un nome e un cognome, l’allenatore Giuseppe Angelini, che l’ha “svezzato” nel settore giovanile bianconero. «In quegli anni il Cesena stazionava tra serie A e B – il racconto di Tonelli – Era il sogno di ogni bambino. Ho ricordi positivi ed emozionanti, che si sono chiusi con un pizzico di amarezza perché nell’anno della Primavera non ho avuto un buon feeling con Protti: per me non c’era spazio e così a fine 2009 andai alla Fermana».

Debutto con doppietta all’esordio con gli Allievi Regionali per Tonelli, che nelle due stagioni con Angelini ne ha segnati parecchi di gol. «In totale ne conto 24, con lui ho sempre vinto, come è successo anche a Santarcangelo in serie D e poi l’anno del mio ritorno a Cesena nella stagione 2018-2019, in cui diciamo si è chiuso un po’ il cerchio. Ogni volta che l’allenatore mi ha chiamato non ci ho pensato due volte a seguirlo, mi è sempre piaciuta la sua filosofia di calcio e lui come persona. Cosa ho imparato di più? Sono cresciuto tanto in tutti i sensi, poi ho capito l’importanza del gruppo e cosa serve per vincere i campionati, magari accettando qualche panchina».

In proposito, Tonelli ci tiene a raccontare un aneddoto: «Nel primo anno di settore giovanile non ero prontissimo a livello fisico e solitamente entravo nell’ultima mezzora. La cosa strana è che spesso segnavo ma poi la sfida successiva sistematicamente non ero titolare. Io non me lo riuscivo a spiegare, ma il tecnico mi diceva che preferiva tenermi per “spaccare” le partite. Sono cose che fanno crescere, poi io giocavo un po’ dappertutto: esterno, trequartista e mezzala».

Tante vittorie che però non hanno portato a raccogliere pienamente i frutti con la maglia bianconera: «C’è stata un po’ di amarezza perché dopo un buon percorso nel settore giovanile non sono mai riuscito ad esordire in prima squadra, a parte il ritorno nella stagione 2018-2019 in Serie D. Anche dopo quella vittoria mi è dispiaciuto non essere rimasto, diciamo però che c’è stata una rivoluzione e non l’ho vissuta come una bocciatura ma come l’inizio di un nuovo progetto».

Sono passati quasi tre anni e adesso i destini di Tonelli e del Cesena si incroceranno da avversari nel derby: «Di quella squadra è rimasto solo Ciofi, è cambiato tutto, a partire dalla proprietà. Hanno una rosa importante, a detta di tutti sono tra le favorite per la vittoria, ma noi non siamo da meno».

Tonelli non ha la bacchetta magica ma sa come si affrontano partite del genere. «Io sono sereno, penso solo alla vittoria del Rimini. Sarà bello giocare di fronte a uno stadio pieno: una sfida affascinante, uno spettacolo in campo e fuori. Sarà speciale tornare nel nostro stadio che ci ha dato tante soddisfazioni, saremo carichi. Queste partite si preparano da sole, dovremo confermare la nostra mentalità e aiutarci a vicenda».

Infine un commento sul pari all’esordio a Montevarchi. «Era la prima e c’era un po’ di emozione per il ritorno tra i professionisti. Per la squadra che siamo avremmo dovuto conquistare i tre punti, loro hanno pareggiato sfruttando un calcio d’angolo. Purtroppo va così, quando non chiudi le partite poi si rischia. Ci prendiamo il punto in trasferta».

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