Calcio C, Tanasa ha corso quasi 13 km nel derby: “Rimini, non mi sento una riserva”

Il passaggio del turno in coppa nel derby contro il Cesena ha lasciato diverse lezioni. Intanto che questo gruppo è forte e chi viene chiamato in causa si fa trovare pronto. Poi, che il Rimini può provare con successo anche altri temi tattici, il 3-5-2 iniziale (novità assoluta dal 1’ per Gaburro) è la dimostrazione. Inoltre, ma questa è una conferma, che la piazza di Rimini vive un entusiasmo che non si respirava da anni e i 4300 spettatori in un martedì (festivo ma comunque di coppa) sono il dato più eloquente. In campo i biancorossi hanno piegato 2-1 il Cesena e tra i grandi protagonisti c’è stato senza dubbio capitan Andrei Tanasa. «Quando si vincono certe partite così sentite la stanchezza passa in secondo piano. È stata una sfida ostica, simile a quella del campionato, loro cercavano di giocare in avanti e puntavano molto sulle seconde palle e le spizzate. Noi l’abbiamo preparata in un modo leggermente diverso, ci siamo adeguati alla loro maniera e penso sia uscita un’ottima gara in cui abbiamo vinto una marea di duelli individuali che hanno fatto la differenza».
Il Rimini ha dimostrato di saper cambiare pelle.
«Gaburro ha voluto rimarcare la possibilità di interpretare registri differenti, anche se non sono il nostro pane quotidiano. Abbiamo dimostrato che siamo in grado di indossare l’elmetto quando c’è bisogno così come di giocarla a seconda del momento, la nostra è una squadra intelligente».
Impossibile non tornare per un attimo sulla splendida cornice dei 4300 tifosi presenti allo stadio. «Sul pubblico c’è poco da dire, nel senso che è fantastico e non era scontato che riempisse le tribune in una giornata simile. Siamo doppiamente contenti, ci siamo presi una piccola rivincita dopo la sconfitta in campionato e anche se non c’erano punti in palio li abbiamo comunque eliminati dalla coppa».
I biancorossi hanno confermato la forza del collettivo: «Io non mi sento una riserva, abbiamo dato la risposta che il gruppo è forte e con pochissimi punti deboli. La partita ci deve dare ancora più forza e consapevolezza nei nostri mezzi, possiamo vincere e perdere con chiunque ma con questo spirito ce ne sarà per poche. Guardando le formazioni in campo eravamo favoriti ma poi la superiorità va dimostrata sul campo. Siamo stati bravi a rimanere corti e quadrati con la giusta cattiveria agonistica».
Facile pensare a un attaccante come Santini tra i top player vista la facilità con la quale va a segno. Martedì però c’è stato anche un super Tanasa a dirigere le operazioni in mezzo al traffico, soprattutto a sbrogliare alcune matasse intricate in fase difensiva.
«L’attaccante spicca sempre di più ma chi capisce vede il mio lavoro, ho percorso 12 km e mezzo, ho cercato di dare il mio contributo però ci aiutiamo tutti quanti. A livello personale sicuramente è un anno diverso rispetto a quello passato ma il salto di categoria non si è notato. Io mi metto a disposizione, aspetto il mio turno serenamente e cerco di andare ai 3.000 ad ogni allenamento. C’è sempre tanto da imparare ma nel calcio la testa è fondamentale».

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