Un’altra domenica senza giocare: questa volta, però, con un motivo decisamente valido. Il giro di tamponi del giovedì è stato quello decisivo per il rinvio della gara di domenica, visto che in casa Legnago sono state rilevate così tante positività da far scattare in automatico il posticipo a data da destinarsi della gara. Decisione presa dalla Lega Pro e subito ufficializzata attraverso un comunicato.

Il messaggio dei tifosi

Decisione che ha chiuso una giornata cominciata con un altro messaggio, con destinatari e motivi ben diversi, apparso ad Imola di primo mattino. Un messaggio dal destinatario ben chiaro, ovvero quell’Area Blu finita di nuovo sul banco degli imputati dopo la mancata disputa della gara di domenica con il Sudtirol per la mancata accensione del faro lato-tribuna del Galli a causa di una dispersione di corrente provocata da uno dei circuiti della tribuna e che ha messo fuori servizio la parte di impianto del lato sinistro (rispetto agli spogliatoi) dello stadio. Il mancato collaudo dell’intero impianto del Galli, che poteva essere fatto per tempo (magari contemporaneamente al varo ufficiale delle nuove torri faro…), ha rappresentato, per tutta la parte di Imola che ha a cuore i colori rossoblù (e qui non importa il numero, visto che che si parla di cittadini imolesi…), la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza. Negli ultimi 3 anni, ovvero da quando la questione “adeguamento del Galli” è diventata d’attualità, l’ente è spesso stato oggetto di critiche da parte dei sostenitori. Vero, in questo momento di pandemia i problemi sono decisamente altri a livello di gravità, ma è anche vero che una chiara risposta alle domande che sono state poste potrebbe quantomeno contribuire a fare chiarezza in un momento nel quale i rapporti fra Imolese e Comune sono ai minimi storici.

Imolese da… 1ª Categoria

La conferma, dopo le dichiarazioni rilasciate al Corriere domenica sera, l’ha fornita Lorenzo Spagnoli, che intervenuto a “C Piace”, trasmissione di Rtv San Marino, fra le altre cose ha detto: «La vicenda parte da lontano e dalla promessa, 3 anni fa, di un campo che sarebbe stato pronto. Ci sono stati 3 progetti mandati al Coni per questo impianto dei fari e tutti sbagliati per piccolezze, giusto per perdere tempo. Siamo trattati come una squadra di periferia: forse Imola merita questo. In 8 anni me ne hanno fatte di tutti i colori. Se diamo fastidio e dobbiamo andare via, andiamo via: a questo punto è giusto che Imola faccia la 1ª Categoria. Sembra che sia questo che vogliono».

Parole amare, quelle di Spagnoli, che fanno capire come il temporale di un possibile addio ad Imola sia all’orizzonte: per allontanare le nubi, il primo passo deve essere fatto però da chi spesso al massimo ha recitato la “mezza messa” (per dirla alla siciliana) anziché rispondere ai tanti perchè che si sono succeduti in questi anni attorno alla questione dell’adeguamento del Galli al professionismo.

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