Calcio C, solido e tosto: il Cesena può pensare in grande

Per ritrovare nel tabellino lo zero alla voce “gol realizzati” in una partita del Cesena bisogna retrocedere di cinque lunedì. Prima di Chiavari, era dal 10 ottobre che il Cavalluccio non sparava a salve: 0-0 al Franchi di Siena, con (almeno) un gol validissimo annullato dall’arbitro a De Rose per un fuorigioco inesistente di Stiven Shpendi. Ufficialmente è stata questa l’ultima gara di campionato senza gol, preceduta un mese prima dalla sconcertante e preoccupante scena muta di Fermo, ultima sconfitta in campionato che venerdì compirà due mesi. Semplificando, al Cesena che ha pattinato sul tremendo sintetico di Chiavari è mancato solo il gol, perché in tutte le altre voci che pesano nell’economia della partita gli uomini di Toscano si sono fatti decisamente preferire alla Virtus Entella, stante la precoce espulsione di Mercadante all’alba del Lato B.

Il solito muro

Corroborata da un reparto punte/trequartisti stellare (mancavano Morosini e Clemenza, ma c’erano Merkaj, Zamparo, Faggioli, Ramirez e Meazzi), in 95 minuti la squadra di Volpe ha tirato solo una volta verso la porta di Tozzo e lo ha fatto da fermo: pennellata del favoloso Gastòn sulla testa di Corbari e volo del portiere bianconero, più fotografico che altro. Fine. Per il resto Tozzo ha solo dovuto controllare il traffico aereo (angoli e cross) gestendo bene la cloche e i suoi lunghissimi alettoni. Se una gara senza gol all’attivo mancava da 5 partite, un Cesena praticamente perfetto in difesa e attento a non concedere quasi nulla al forte avversario non è una novità. Riassunto delle puntate precedenti: da quando il Cavalluccio è in striscia positiva (9 giornate) nella porta di Tozzo ha tirato una volta il Pontedera (beffardo colpo di testa vincente di Benedetti), una volta la Recanatese (uscita del portiere su Zammarchi e salvataggio sulla linea di Kontek su colpo di testa di Marilungo), due volte da fuori area la Reggiana (Montalto e Nardi), una volta il Fiorenzuola (gol di Mastroianni su papera di Tozzo), una volta il Gubbio (parata del portiere su Vazquez) e infine una volta l’Entella con il già citato Corbari. In mezzo ci sono Siena, Imolese (che un tiro-cross destinato fuori lo ha fatto con Cerretti) e Montevarchi, che non hanno mai preso lo specchio. In queste nove giornate di imbattibilità, dunque, il Cesena ha incassato 2 gol e tenuto la porta chiusa 7 volte. Senza l’errore di Tozzo con il Fiorenzuola, la porta sarebbe sprangata addirittura da 730 minuti.

Tutti titolari

Un altro segnale confortante arrivato dal Comunale riguarda il totale coinvolgimento della rosa alle vicende settimanali della squadra. Quando arriva la partita, da ormai 9 giornate ci sono gerarchie piuttosto marcate in diversi reparti (difesa e centrocampo su tutti) e alternanze continue davanti, ma cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia mai. E il merito è soprattutto di chi entra a partita in corso, proprio come lunedì a Chiavari, quando l’espulsione di Mercadante sembrava potesse cambiare totalmente l’inerzia della partita. E invece nessuno si è accorto del rosso essenzialmente per due motivi: Toscano ha mosso sapientemente le sue pedine e chi è entrato si è immediatamente sintonizzato sulle frequenze d’onda del big-match. L’approccio di Adamo è un bell’esempio: nel primo mese chi entrava era spesso svagato, oggi chi entra è subito connesso, proprio come l’ex esterno del Monterosi, bravissimo ad abbassarsi per aiutare Calderoni e ad alzarsi per supportare prima Ferrante e poi Udoh. Da due mesi il Cesena è davvero un blocco di cemento armato e ora non resta che attendere di rimettere in moto la macchina del gol.

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