Calcio C, playground, ristorante, spazi per bambini: il Cesena Usa ha un’idea rivoluzionaria allo stadio

Il primo incontro su zoom, la genesi della trattativa che li ha portati ad acquistare il Cesena, il progetto per aprire attività all’interno dello stadio, un “parco per il gioco” da costruire alle spalle del settore distinti, l’erba del Manuzzi, il primo gemellaggio con gli Usa e tanto altro. Palla a John Aiello e a Robert Lewis

La video conferenza su zoom

«Io e John – ricorda Lewis – ci siamo conosciuti in una video conferenza su zoom un anno e mezzo fa. Entrambi, seguendo sentieri differenti, ci eravamo mossi per vedere se c’era l’opportunità di entrare in un club calcistico italiano. Un mediatore organizzò questo meeting proponendo a noi e ad altri di partecipare all’acquisto di un altro club italiano. La proposta non ci convinse, però ci ha messo in contatto».

«Come con mia moglie»

«Dopo quell’incontro su zoom – confessa Aiello – io e Robert decidemmo di vederci per andare a cena insieme. Per me quella cena con Robert è stata emozionante come quando ho conosciuto Allyson. Dopo la prima serata con Allyson ero certo che ci saremmo sposati, e così è stato. Dopo la cena con Robert, non avevo dubbi che avremmo lavorato insieme».

Lewis e il sogno di Aiello

«Quando negli affari incontro una persona nuova – racconta Lewis – le chiedo sempre: “Quale è il tuo sogno?”. John è una persona molto umile, ma mi disse che da 12 anni voleva acquistare una società di calcio».

La telefonata da Perugia

«Nello scorso maggio – avvolge il nastro Aiello – ricevo una telefonata da un caro amico di Perugia. Mi chiede se sono ancora intenzionato ad entrare in un club calcistico in Italia, gli rispondo che non vedo l’ora di poterlo fare e lui mi dice: “Sono amico di Gianluca Padovani, l’amministratore delegato del Cesena, società di Serie C: il Cesena cerca soci forti e affidabili che possano acquisire la maggioranza. Fidati di me: il Cesena è un grande gioiello”. Io mi ricordavo che il Cesena era stato in Serie A, ma non sapevo troppo altro. Così chiamo Robert».

«Oh my God»

«Oh my God», è la risposta che Lewis, che in quei giorni era a Pesaro, a casa della moglie, dà ad Aiello quando sente il nome Cesena. Ora Robert sorride: «John rimase sorpreso dalla mia risposta. Ma Cesena per me era ed è davvero il gioiello descritto dal suo amico di Perugia».

La ricerca e il primo contatto

«Io all’inizio non ero troppo convinto – ammette Aiello – poi ho iniziato a chiamare i miei amici e a cercare su internet. Ho letto un po’ di storia, ho visto che era ripartito dalla Serie D con 10mila tifosi allo stadio. Ho ricontattato il mio amico di Perugia, ho chiamato Padovani e ho fissato il primo appuntamento, al quale è andato Robert».

Il “gruppo Tonucci”

«Padovani ci spiega tutto con chiarezza – spiega Lewis – ci dice che il Cesena cerca un socio forte, ma ci dice anche di aver già concesso l’esclusiva ad un altro gruppo di investitori americani. Abbiamo dovuto aspettare ma noi non volevamo perdere questa opportunità di entrare in una società come il Cesena. Poi fortunatamente il bonifico dell’altro gruppo non è arrivato, siamo stati ricontattati».

Due diligence agevole

«Abbiamo aspettato un po’ per avere i documenti necessari per la due diligence – racconta Aiello – ma poi, una volta ricevuti, abbiamo impiegato poco tempo a trarre le conclusioni. Rispetto alle società con cui ero abituato a lavorare, questa era molto facile da analizzare: il Cesena è una società sana, fresca, gestita da imprenditori bravi e onesti. Siamo rimasti colpiti dalla grande trasparenza. Anche per questo tre mesi sono stati sufficienti per chiudere l’operazione».

Ristorante e negozio

«Dopo aver parlato con il sindaco – spiegano i due co-presidenti – abbiamo chiesto a un gruppo di ingegneri e di architetti di preparare un rendering, che sarà pronto a giorni, per creare nel piazzale della tribuna un negozio di merchandising e un ristorante. In pratica dove ora ci sono la sede, l’area vip e i bagni della tribuna vorremmo fare una struttura unica a due piani, forse tre, con un negozio, un ristorante e i nuovi uffici del Cesena Fc. Appena lo riceveremo torneremo in Comune per mostrarlo al sindaco. Per quanto riguarda la tribuna, di sicuro rifaremo gli spogliatoi, che sono troppo piccoli. Per il resto non sappiamo se si potranno fare i lavori».

Erba nuova al Manuzzi

«Ci siamo già fatti fare il preventivo per cambiare l’erba sia dello stadio Manuzzi che del campo di Villa Silvia sul quale si allena la prima squadra. Faremo i lavori al termine della stagione, in modo tale che l’anno prossimo i giocatori si allenino su un manto erboso identico a quello su cui giocano la domenica. Abbiamo scelto il sistema a filo cucito, erba naturale “unita” a quella sintetica. Poi a Villa Silvia quest’estate ci sarà da rifare anche il terreno di gioco del campo grande, ma quello è un lavoro di cui si occuperà il comune».

Club house e playgrond

«Allo stadio abbiamo una club house – illustrano Aiello e Lewis – che è una bellissima struttura inutilizzata. Lì si fanno solo le assemblee dei soci. Per noi quello deve essere un luogo di ritrovo da vivere quotidianamente. Noi vorremmo renderlo un punto di incontro sicuro per i ragazzi durante la settimana e per le famiglie il giorno della partita. Magari all’interno si potrà mangiare o bersi una birra, mentre fuori creeremo un parco per i giochi: vorremmo creare un campo da calcio a 5, un classico playground da basket e, se riusciamo, anche un campo da padel».

Qui Cesena, a voi New York

«Noi vogliamo creare contatti e legami tra il Cesena Fc e le academy di calcio giovanile degli Stati Uniti. Abbiamo appena siglato il nostro primo gemellaggio: il nome lo comunicheremo più avanti, possiamo solo dire che si tratta di una delle academy più importanti di New York».

La promessa

Parola di Lewis: «Se i tifosi vengono allo stadio, noi gli incassi li reinvestiamo sullo stadio e su tutti i nuovi progetti».

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