Calcio C play-off, Cesena: il quarto di finale è un tabù per tanti

Dalla maledizione alla (eventuale) liberazione. Domani sera al Manuzzi una buona fetta del Cesena sceso in campo domenica a Monopoli potrà dare un calcio al passato e togliersi di dosso un bel peso, superando un ostacolo al momento insormontabile: gli ottavi di finale dei play-off di Serie C. Da quando esistono gli spareggi-promozione allargati, il primo turno dei play-off nazionali (una sorta di ottavi di finale) è diventato un vero e proprio tabù per tanti giocatori che oggi vestono la maglia del Cavalluccio e che tre giorni fa hanno espugnato il Veneziani.
Solo in tre sono riusciti nel passato a superare questa soglia, ma la formula non era la stessa. Nella stagione 2016-2017 i play-off erano a 16 squadre: con ottavi e quarti con gare di andata e ritorno e una Final Four in campo neutro con semifinali e finale in partita unica: Salvatore Caturano a Lecce e Lorenzo Gonnelli con il “suo” Livorno chiusero la stagione regolare rispettivamente al secondo e al terzo posto, passarono gli ottavi ma si fermarono ai quarti, eliminati da Alessandria (ai rigori, che oggi non sono previsti) e Reggiana (ai supplementari, vedi sopra).
Nella stagione 2018-2019, invece, le promozioni in palio ai play-off erano due, con gli ottavi che non esistevano e con la fase intergirone (o nazionale) che partiva dai quarti: la Triestina di Demetrio Steffè arrivò in finale partendo direttamente dalle semifinali (vinte contro la FeralpiSalò), ma si arrese al Pisa ai supplementari, perdendo la B davanti ai 25.000 spettatori del Nereo Rocco.


Quattro delusioni

Era praticamente identico ad oggi, invece, il cammino verso la B nell’edizione 2017-2018, con l’unica eccezione della finale, che venne disputata in gara secca e in campo neutro (vinse il Cosenza sul Siena): due turni di “play-off del girone” e successivamente una fase nazionale con ottavi, quarti e semifinali con gare di andata e ritorno. In quella edizione maledetta uscirono di scena proprio agli ottavi ben quattro giocatori che oggi militano nel Cesena di Viali e che domani sera proveranno a prendersi una rivincita, cercando di sfatare un tabù: si tratta di Giulio Favale, Nicholas Allievi, Giacomo Zecca e dello stesso Steffè. L’allora terzino sinistro del Pisa venne eliminato dalla Viterbese, che vinse andata e ritorno: 1-0 al Rocchi e 2-3 all’Arena Garibaldi. Stesso discorso per il Trapani di Steffè, battuto dal Cosenza al San Vito (2-1) e al Provinciale di Erice (0-2). Se ne andò da imbattuta, invece, la Juve Stabia di Allievi (che era uscito agli ottavi anche l’anno prima): 0-0 a Castellammare di Stabia e 1-1 a Reggio Emilia, con la Reggiana che superò il turno senza vincere ma sfruttando il ranking. Infine, fu davvero beffarda l’eliminazione del Piacenza di Zecca, che vinse 2-1 al Garilli la gara di andata contro la Sambenedettese, prima di arrendersi 3-1 al Riviera delle Palme e di uscire di scena.


Beffa Pierini

Detto che alcuni veterani come Missiroli, Rigoni e Calderoni sono al debutto in questo “torneo finale” e che altri (Ilari e Pittarello) sono sempre usciti prima della fase nazionale con Teramo e Virtus Verona, proprio come accaduto ai superstiti della scorsa stagione in casa Cesena, con il rocambolesco 2-3 incassato dal Matelica, il caso più recente e anche più eclatante riguarda Nicholas Pierini. Il numero 10 del Cavalluccio anche un anno fa si era ritrovato nella stessa situazione di oggi dopo la gara di andata, quando il “suo” Modena espugnò il campo dell’Albinoleffe con un gol di Spagnoli (su assist di Pierini). Da testa di serie, la squadra emiliana giocò il ritorno in casa con la possibilità di passare il turno anche perdendo con un gol di scarto. L’Albinoleffe quel gol dello 0-1 lo trovò all’89’ e all’ultimo secondo dei 5 minuti di recupero Rabiu commise un folle fallo da rigore con Manconi che al 97’ scrisse un clamoroso 0-2 che eliminò il Modena e lanciò l’Albinoleffe ai quarti, per una beffa atroce che Pierini vuole cancellare domani sera. Per passare da una maledizione a una vera liberazione.

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