Calcio C, Patrignani: “A Cesena siamo gli unici ad avere trovato degli americani senza soldi”

Con una foto ricordo degli ex ragazzi del Cesena si è conclusa la conviviale del Panathlon Club, sul tema “Il Cesena da sempre è un emblema della città”, svoltasi martedì al ristorante Ponte Giorgi di Cella di Mercato Saraceno. “Schierati” in posa da sinistra a destra: Nicola Campedelli, Filippo Medri, Lorenzo Minotti, Edo Lelli, Stefano Ceccarelli, Paolo Ammoniaci, Alessandro Teodorani e Simone Confalone. Generazioni differenti di giocatori usciti dal settore giovanile bianconero e arrivati in prima squadra che finalmente è tornato a dare buoni frutti, come rimarcato innanzitutto da Dionigio Dionigi presidente del Panathlon e già coordinatore della Commissione che tre anni fa fu chiamata dall’amministrazione comunale a vagliare le proposte per la rinascita di una squadra di calcio in città: «Sulle ceneri di quel fallimento il Cesena è rinato ed oggi è per noi del Panathlon, che dal 1986 siamo vicini al club bianconero nella gioia e nel dolore, motivo di orgoglio vedere la nostra squadra seconda in classifica. Siamo solo all’inizio dell’opera e intanto vediamo con piacere che il vivaio sta accelerando i tempi di crescita, fornendo a Viali soluzioni alternative».

Giovani ed entusiasmo

Anche il tecnico bianconero ha partecipato alla serata, moderata da Roberto Chiesa, il quale lo ha informato della decisione degli ultras della Curva Mare di tornare sugli spalti, già da sabato a Pesaro, accolta con un applauso dai presenti: «La prima cosa che avevo detto quest’estate quando avevo rinnovato il contratto, era che l’acquisto più importante sarebbero stati i nostri tifosi. Quanto ai giovani da valorizzare, una base di questa società, li avevo già visti nelle finali del campionato Primavera 3 e mi ero accoro che c’erano delle qualità, ma volevo vederli contro i “grandi”. In ritiro li abbiamo aggregati alla rosa e gli infortuni di inizio stagione sono diventati un’occasione per dare loro più spazio. Poi i giovani se lo sono conquistato, settimana dopo settimana, non solo in allenamento ma anche con le prestazioni in partita. C’è ancora tanto da lavorare, ma per ora essere a tre punti dal primo posto dopo otto giornate, come nessuno si aspettava, ed esserci arrivati con questo mix di giovani e vecchi, dà ancora più entusiasmo a tutto l’ambiente».

La questione americana #1

Oltre al vicesindaco Christian Castorri, la numerosa delegazione del Cesena Fc (dirigenti e staff tecnico, non solo della prima squadra ma anche del settore giovanile) era guidata dal presidente Corrado Augusto Patrigani il quale ha parlato degli scenari futuri del club: «Siamo ancora alla ricerca di un possibile investitore, che noi preferiremmo fosse del posto, anche se al momento del posto non si è manifestato nessuno». Qui racconta la vicenda con lo studio legale Tonucci sfumata il 31 agosto: «Era tutto fatto. Con gli americani che l’advisor Cambareri ci aveva presentato era tutto fatto: avevamo già firmato il contratto di cessione. Il 31 agosto aspettavamo il bonifico della prima rata, ma il bonifico, nonostante le rassicurazioni, non è mai arrivato. Siamo gli unici che hanno trovato degli americani senza soldi. Io all’operazione ho sempre creduto poco: non vedo perché uno dagli Stati Uniti debba venire a spendere soldi per acquistare il Cesena pensando poi di guadagnarci sopra. Noi soci, invece, siamo tifosi, siamo del territorio e facciamo tutto per passione». Sul futuro ci sono due strade: «Manifestazioni di interesse ne sono arrivate altre e qualcosa in piedi c’è ancora. Però per il momento pensiamo a fare l’aumento di capitale con le nostre forze».

Giovedì 28 ottobre ci sarà un’assemblea plenaria informale nella quale i membri del Cda della Holding spiegheranno il perché viene proposto l’aumento di capitale e proporranno i cambiamenti da fare nello statuto. Aumento e modifiche dello statuto saranno fatte in un’assemblea successiva alla presenza di un notaio. Il Cda è al lavoro per riuscire a “convincere” 20 degli attuali 28 soci a investire altri 30 mila euro necessari per portare il capitale sociale da 600mila a un milione e 200mila euro.

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