Calcio C, nei numeri il segreto del super avvio di Cesena e Imolese

Certo, il numero che conta è sempre quello di fianco al nome di ogni squadra nella classifica di un campionato. Però a quella somma ci si arriva attraverso altri numeri, quelli delle statistiche che permettono di “leggere” quanto fatto da Cesena e Imolese in un campionato che vede entrambe in posizioni al di sopra di quanto preventivato in estate.

Largo ai giovani? insomma…

C’è un dato che, guardando la carta d’identità, emerge subito: la Serie C non è un “paese per giovani…”. Al comando dei gironi, infatti, ci sono le tre squadre che hanno l’età media più alta: Sudtirol (27.9) nel Girone A, Reggiana (28.8) nel Girone B, Bari (30.2) nel Girone C. Il titolo di squadra più giovane va al Montevarchi, con 21.5 anni di media. Le nostre? I 23.4 anni di media dei giocatori della rosa dell’Imolese mettono i rossoblù al 4° posto complessivo assieme al Campobasso mentre il Cesena è nel gruppone con 25.9 anni di media dei giocatori a disposizione di Viali.

La palla io ce l’ho e tu no

L’Imolese e il Cesena hanno una filosofia simile, quanto a costruzione dell’azione, visto che sia i rossoblù che i bianconeri mantengono il possesso palla per una percentuale fra il 51,4% di quelli di Fontana e il 51,5% dei giocatori di Viali. Nel girone sono il Teramo e il Pescara (59% a braccetto) le squadre che tengono maggiormente la palla mentre il pallone “scotta” fra i piedi dei giocatori di Olbia e Vis Pesaro, rispettivamente 44% e 41.4% per un gioco che probabilmente cerca subito le punte pensando per esempio ai lanci lunghi di Emerson per Udoh e Ragatzu dei sardi o alle ripartenze dei marchigiani.

Io tiro, tu tiri, egli tira

Una molto sopra (Imolese), una un filo sotto (il Cesena). In un girone nel quale i tiri totali per squadra sono 133 totali, la squadra di Fontana ha concluso 21 volte in più della media (154 conclusioni) mentre il Cesena di Viali 4 volte in meno (129): i rossoblù calciano in media 12,83 volte a gara mentre i bianconeri sono a 10,75, molto lontani dalla Reggiana che fra Lanini, Zamparo e compagnia ha concluso 190 volte verso la porta avversaria (15,83 tiri ogni 90 minuti) mentre chi, curiosamente ricalcando i dati del passato, cerca sempre di unire praticità ed efficacia è la Fermana, che va alla conclusione appena 7 volte ogni 90 minuti. Quanto a distribuzione delle conclusioni, Cesena e Imolese tirano in media 6 volte a partita da fuori area. I tiratori scelti sono Padovan (26) e Benedetti (21) nell’Imolese, Bortolussi (23) ed il trio Ardizzone, Pierini e Caturano (16) nel Cesena.

Essi tirano… e i portieri parano

Imolese e Cesena sono sopra le media per le conclusioni concesse: i rossoblù concedono 12 tiri a gara ai loro avversari (144 globali, ma ben 68 nello specchio) mentre Nardi vede caricare il tiro 11.8 volte a partita (142 conclusioni totali, ma appena 49 nello specchio). Chi concede più tiri agli avversari è l’Ancona (172, media di 14 a partita, con la squadra di Colavitto che evidentemente con Rolfini e Sereni finora è riuscita a “camuffare” la statistica quanto a rischi corsi) mentre la Reggiana si conferma… Regia visto che solo 96 volte gli avversari hanno tirato verso la porta granata (8 in media a gara). Poi ci sono le parate e qui Nardi fa la parte del leone: il portiere del Cesena, infatti, ha parato 44 dei 49 tiri indirizzati nello specchio della sua porta mentre in casa Imolese la “torta” è divisa fra Melgrati (26 volte ok sui 37 tiri nello specchio), Rossi (12 parate su 13 conclusioni) e Santopadre (14 parate sui 18 scoccati).

Il passator… preciso

Quanto a passaggi riusciti, la classifica va letta considerando che chi va con la costruzione dal basso ha una quantità di passaggi e una percentuale di riuscita più alta rispetto a chi cerca direttamente gli attaccanti con lancio lungo. Nel campionato la media di passaggi è di 332 a match con una percentuale di precisione dell’80%: il Cesena con 390 e una percentuale dell’84% è davanti all’Imolese (332, 80%) mentre chi verticalizza in fretta è la Vis Pesaro con 244 e il 75% di precisione.

Crossiamo?

I 151 cross arrivati a destinazione a centro area per l’Imolese sono legati alla mancanza di un vero e proprio centravanti. Per il Cesena il discorso è diverso, visto che Bortolussi e Caturano vicino alla porta sono una certezza che qualcosa accadrà: ecco perché la formazione di Viali mette palla in mezzo 178 volte (21 contro la Pistoiese) con una precisione globale del 33%, migliore del 28% dei rossoblù in una statistica che vede il Pescara davanti a tutti, visto che la squadra di Auteri cerca Ferrari, De Marchi e compagnia 22 volte a partita con una precisione del 36% ed una netta prevalenza del settore destro come zona dalla quale partono gli spioventi. Il minimo indispensabile è quello che fa l’Ancona: i biancorossi di Colavitto crossano solo 10 volte a partita visto che per innescare Rolfini, Moretti e Sereni i palloni devono viaggiare rasoterra perché possano essere efficaci.

Buoni e cattivi

L’Imolese è una delle squadre più “buone” del campionato: appena 14 i falli a partita commessi da Rinaldi e compagni a fronte di una media di 18 dell’intero girone. Più buona dell’Imolese solo l’Olbia (13) mentre il Cesena ne commette 17 ogni match. I “cattivi” sono di là dall’Appennino visto che Pistoiese, Gubbio e Viterbese fermano fallosamente gli avversari 19 volte ogni 90 minuti. Quanto a falli subiti, la storia è ben diversa: il Pescara ne subisce solo 12.5 mentre a sorpresa la squadra più volte fermata dagli avversari è la Vis Pesaro (21.2 falli a favore ogni partita). Più indietro Imolese (17) e Cesena (16) che hanno, rispettivamente, Luca Lombardi con 27 falli subiti e Bortolussi con 31 i giocatori più tartassati.

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