Calcio C, Manuzzi: “I giovani li vendiamo perché siamo costretti”

Aurelio Manuzzi, lei è presidente del settore giovanile del Cesena dal 2019

«Prima che faccia una domanda, vorrei fare arrivare ai nostri tifosi un messaggio. Noi non vendiamo i giovani per fare cassa, ma perché siamo costretti a farlo. Il settore giovanile del Cesena è tornato ad essere attenzionato come negli anni migliori e quando arriva una società di Serie A che ti chiede un giocatore come ad esempio è successo con il Sassuolo per Mandrelli e quando i genitori ti dicono che giocare nel Sassuolo è il sogno della loro famiglia, tu non puoi fare altro che accontentare il ragazzo».

Le leggo cosa lei dichiarò il 5 giugno 2019 nella sua prima conferenza stampa: «Faremo capire ai genitori che si può diventare calciatori anche a Cesena, senza dover emigrare a Bologna, Sassuolo o Ferrara». Mandrelli è andato al Sassuolo un anno fa, Toni al Bologna ora. Quindi?

«Per 2/3 che vanno via ce ne sono 300 che restano. Tra l’altro Toni non è ancora andato al Bologna. La sua famiglia ha detto che non crede nel progetto del Cesena e non ha firmato il vincolo, che per i 2007 va firmato quest’anno. Andando via senza vincolo, a noi arriverebbe un indennizzo di 6/7 mila euro. Invece andrà sì al Bologna ma tramite un accordo con il club emiliano. Ma non lo scambiamo con Brigliadori: cerchiamo di monetizzare il più possibile».

Prima aveva detto che non volete fare cassa, ora dice che volete monetizzare il più possibile: può chiarire?

«Voglio dire che noi non vendiamo i giovani perché abbiamo l’acqua alla gola e non sappiamo come chiudere il bilancio. Noi soci i soldi che servono li abbiamo sempre tirati fuori dalle nostre tasche e continueremo a farlo. Però io so che Toni lo perdiamo per forza, perché così ha deciso la sua famiglia, e allora, se posso, non mi accontento di prendere quanto stabilito dal vincolo. I soldi che entrano, poi, li utilizziamo per acquistare giocatori dalle nostre società affiliate e quindi li rimettiamo subito in circolo».

Sulla cessione dell’altro 2007, Matteo Lontani, alla Juventus cosa dice?

«Nel 2019 fermai la famiglia di Lontani, che stava per portare il figlio alla Spal. Ho chiesto loro di tenerlo a Cesena per due anni con la promessa che in questa estate 2021, se fossero arrivare richieste, lo avremmo accontentato. Abbiamo mantenuto i patti. Su Lontani c’erano Juve, Inter e Atalanta. La scelta l’abbiamo lasciata ai genitori: hanno deciso per la Juventus e io e Scaglia (diesse delle giovanili juventine, ndr) abbiamo portato avanti la trattativa. Sono andato io perché con le società importanti deve trattare il presidente del settore giovanile. In più io sono un socio e quindi state certi che non mi faccio calpestare. Infatti l’accordo prevede una base fissa del doppio di quanto scritto (quindi 80mila euro, ndr), a cui si aggiungono bonus importanti in base a dove arriverà e anche una percentuale sulla futura rivendita».

Partirà anche Wisdom Omokaro?

«Ha firmato il vincolo e io sono contento se rimane. So però che il suo procuratore ha ricevuto richieste e che la famiglia vuole portarlo via. Quindi, mi chiedo: come fai a trattenere un ragazzo di 14 anni se non vuole restare? Il problema è che un tempo i grandi club mandavano i propri scout a seguire i giovani dai 16 anni in su mentre adesso c’è già la caccia ai nostri 2008».

Dai giocatori agli allenatori: conferma l’arrivo di Nicola Campedelli in Under 16?

«Lo confermo: per me è un vanto poter avere Nicola nella nostra squadra. Confermo anche l’arrivo di Magi ma per l’organigramma bisogna attendere: non ho ancora incontrato tutti i nostri tecnici».

Quale sarà il budget a disposizione del settore giovanile?

«Lo stesso della passata stagione: 500mila euro, in cui sono inclusi anche i contratti dei nostri tre dirigenti Jozic, Biondi e Mariani».

Ultima domanda: cosa dice sulle trattative per la cessione del club?

«Lunedì, in assemblea dei soci, anch’io ho votato per andare ad approfondire i discorsi in essere. Se c’è qualcuno che ha una forza economica superiore alla nostra, siamo pronti a passare la mano. Perché noi combattiamo con i soldi tutti i giorni e ci rimettiamo soldi nostri ogni anno».

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