Calcio C, Longo: “Voglio restare a Cesena”

Lo avevamo lasciato aggrappato alla balaustra della tribuna, in piedi e a braccia alzate come un vero capo-ultrà, mentre abbracciava idealmente tutti i compagni festanti a due passi dopo il gol di Davide Di Gennaro, che al minuto 96 di Cesena-Matelica aveva scelto di andare ad esultare proprio sotto la tribuna laterale lato curva Mare.

Un mese e una settimana dopo quel benedetto/maledetto pomeriggio del 19 maggio, Leonardo Longo si rilassa nella sua casa di Firenze, a due passi dallo stadio Franchi, in una città avvolta da una cappa irrespirabile. Il sipario sulla stagione del terzino toscano, il cui contratto scade a fine mese, era calato in anticipo di qualche settimana rispetto ai compagni per colpa di un piccolo contrattempo fisico che non gli aveva permesso di ottenere l’idoneità sportiva per le ultime gare della stagione.

Longo, innanzitutto come sta?

«Sto benissimo, ma in realtà stavo benissimo anche un mese e mezzo fa quando mi sono fermato. Non ho mai avuto e percepito alcun tipo di problema, il mio cuore è sanissimo, solo che mi hanno trovato una lievissima miocardite che aveva lasciato una piccolissima cicatrice, quasi impercettibile, probabilmente dopo la mia seconda positività al Covid di febbraio. Per questo motivo mi hanno fermato e tolto l’idoneità».

Come e quando le era stato comunicato lo stop?

«A cavallo della trasferta di Bolzano, alla quale non avrei comunque potuto prendere parte perché squalificato dopo il giallo ricevuto la settimana prima al Manuzzi contro l’imolese. Dalla risonanza è venuta fuori questa piccola cicatrice, che mi obbligava a fermarmi. Per prima cosa mi è stato detto che stavo bene e che non avevo alcun problema a livello fisico, che avrebbe potuto mettere in pericolo la mia salute, ma a livello medico-giuridico non sarebbe stato possibile continuare a giocare. Successivamente ho rifatto tutti gli esami, che hanno sempre dato esito negativo. Le funzionalità cardiache sono perfette, però a livello calcistico devo pazientare ancora un po’ perché, secondo i nuovi protocolli, devono passare sei mesi dal Covid. Quindi potrò tornare in campo tra luglio e agosto».

Ha avuto paura di dover chiudere la carriera?

«No, assolutamente. Mio padre è dottore ortopedico, mi ha subito tranquillizzato e mi ha aiutato a fissare tutte le visite specialistiche. Io sono sempre stato benissimo. Sono stato semplicemente prigioniero della burocrazia e di un protocollo, nulla di più».

A livello calcistico, semmai, è stato frustrante doversi fermare proprio alla vigilia del mese più importante e intenso della stagione.

«Esatto. Il vero rimpianto è stato proprio quello, perché ci tenevo da morire e mi sarebbe piaciuto giocare anche solo un minuto di quella maledetta partita contro il Matelica per aiutare i miei compagni. Assieme agli altri ragazzi infortunati ho provato in tutti i modi a stare vicino a chi era in campo e a spingerli, nel secondo tempo, quando Di Gennaro ha riaperto la partita. Diciamo che era andata anche bene, perché la nostra rimonta è stata davvero commovente…».

Fino all’ultimo secondo fatale.

«Non ho fatto neppure in tempo a tornare a sedermi in tribuna. Quando ho visto che la palla restava in aria e non veniva mai spazzata via, ho pensato al peggio e il peggio purtroppo è arrivato. Mi sono ripreso dopo un paio di giorni, ma quando vedo la foto nella quale esultiamo tutti insieme vicino alla bandierina, uno sopra all’altro, con noi in tribuna a sporgerci dalla balaustra, mi emoziono ancora. Nessuno potrà mai cancellare quell’immagine, che resta il simbolo della nostra stagione e del nostro gruppo».

Nell’agenda della sua estate, dopo le vacanze a Parigi e il relax a Firenze, c’è naturalmente la voglia di trovare squadra dal 1° luglio. Ha già sentito il Cesena per un eventuale rinnovo?

«No, ma in questo momento il mio primo obiettivo è riacquistare l’idoneità il più in fretta possibile. L’aspetto paradossale è che posso svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva e infatti vado in bici e gioco a tennis, ma prima di scendere in campo ho bisogno di una firma e di un via libera ufficiale. Restare a Cesena è l’altro mio obiettivo: è stata un’esperienza meravigliosa, che ho dovuto interrompere mio malgrado all’improvviso e sul più bello, e per questo vorrei ricominciare proprio da dove ho interrotto. Ho ancora un conto in sospeso…».

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