Calcio C, lo strano caso del Cesena ai play-off: delusioni al Manuzzi e trionfi in trasferta

Il diritto di giocare in casa il ritorno della doppia sfida del primo turno dei play-off nazionali è un vantaggio che il Cesena si è conquistato in virtù del 3° posto. Un vantaggio da sfruttare per il passaggio al turno successivo, a differenza di quanto avvenuto in passato in casi analoghi. Tra B e C, il Cesena ha alle spalle sei partecipazioni ai play-off con un bilancio sorprendente: gli unici due vinti sono stati coronati in trasferta, mentre altri tre si sono conclusi con l’eliminazione sul prato amico del Manuzzi. Non solo, delle 9 gare disputate in casa solo un terzo (3) ha visto il Cavalluccio vincere. Quattro i pareggi e due le sconfitte. Addirittura in entrambi i ko interni, al Cavalluccio sarebbe bastato un pari per qualificarsi.

Manuzzi poco amico

La prima volta dei romagnoli ai play-off (mai disputati invece i play-out) risale al campionato di C1 2002-’03 con la squadra di Beppe Iachini che doveva ribaltare la sconfitta (1-0) in semifinale rimediata nella battaglia dell’Arena Garibaldi di Pisa. In Romagna finì 1-1 e per il Cavalluccio iniziarono le vacanze al mare. Il supporto del pubblico non fu sufficiente per proseguire la corsa nei play-off neppure nel 2015-2016 quando in palio c’era la serie A. Nel preliminare (gara unica) con lo Spezia il Cesena di Massimo Drago aveva il fattore campo e due risultati su tre a disposizione. Invece, nonostante un organico stellare, a 5 minuti dal termine gli ospiti segnarono il gol decisivo (1-2). Stesso copione un anno fa, ma con modalità incredibili in un Manuzzi svuotato dal Covid. Superato il primo turno (2-1 al Mantova), nel secondo contro il Matelica i bianconeri di William Viali erano riusciti al 96’ a segnare l’insperato 2-2 che poteva valere la qualificazione. Cosa si verificò subito dopo non è più il caso di ricordarlo…

Eliminazione tra gli applausi

L’unica volta che il Cesena uscì di scena in trasferta fu nel 2005-’06. In semifinale contro il favorito Torino disputò la partita interna più bella dei suoi play-off. Tuttavia non si andò oltre all’1-1 anche a causa dell’arbitraggio di Farina, che negò due rigori clamorosi ai bianconeri. Al ritorno al Delle Alpi sarebbe servito un miracolo ma, ormai esausto, il Cesena di Fabrizio Castori si arrese (1-0) pur meritandosi gli applausi dei propri sostenitori al seguito.

Trionfi solo in trasferta

Per vedere il Cavalluccio trionfare nei play-off bisogna uscire dalla Romagna. Nel 2003-’04 la squadra di Castori prima si sbarazzò del Rimini (1-1 al Neri e 2-0 al Manuzzi), poi dovette soffrire contro il Lumezzane. L’1-1 interno rese ancora più impervia la salita che portava in Val Trompia. «Ci faremo mangiare il cuore prima di lasciare la B al Lumezzane», proclamò Castori alla vigilia. Lo 0-0 al termine dei tempi regolamentari concesse ai romagnoli un’altra mezz’ora per sperare, ma era necessario fare un gol in più degli avversari. Il gol della vittoria (1-2) e della serie B arrivò al 112’ con Ambrogioni. Anche l’ultima promozione in A (2013-’14) fu costruita in trasferta a partire dallo 0-1 al Braglia di Modena, a cui seguì l’1-1 al Manuzzi. In finale contro il Latina la vittoria all’andata a Cesena (2-1) lasciava un po’ di amaro in bocca per la rete subita nel finale che, in vista del ritorno, concedeva ai pontini la possibilità, in virtù di un migliore piazzamento in campionato, di festeggiare vincendo con un gol di scarto. L’1-0 all’intervallo sembrava infatti… invece no, nella ripresa la squadra di Bisoli ribaltò il risultato (1-2) e ammutolì il Franciosi.

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