Alla presentazione della stagione 2020-2021 al Panathlon Club Cesena si era definito: “Responsabile dell’area tecnica senza portafoglio”. Portafoglio o meno, il coinvolgimento di Lorenzo Lelli nel percorso del Cesena Fc è pressoché totale. Quando poi vede certi gol di ragazzi come Andrea Ciofi passati dal settore giovanile dell’Ac Cesena (di cui era presidente), arriva al limite della commozione e non è un modo di dire.

Lelli, può raccontare la sua prima reazione dopo il gol di Ciofi contro il Ravenna?

«Un momento di grande felicità, visto che è sempre una soddisfazione vedere la crescita di ragazzi che hai seguito fin dal vivaio. Ciofi arrivò a Cesena nel gennaio 2018 sulla scia dei buoni rapporti che avevamo costruito con la Roma, da cui avevamo già preso altri difensori come Trasciani e Ingrosso. Detto in una frase: Andrea è un ragazzo di cui ti puoi fidare. Già in Serie D era un under solo nella carta d’identità, visto che in campo spostava gli equilibri come un veterano di valore. È un ragazzo intelligente dentro e fuori dal campo, in più qui ha trovato bravi allenatori che lo hanno fatto crescere: Rivalta, Angelini, Modesto e ora Viali».

Tonti, Caidi e Fiorani: domenica il Ravenna aveva in rosa tre ex giocatori dell’Ac Cesena, mentre dall’altra parte in maglia bianconera ce n’erano due come Ciofi e Capellini.

«È vero e se Tonti l’ho conosciuto poco, mi è dispiaciuto non essere riuscito a salutare Caidi e Fiorani. Tutti i ragazzi che ho avuto da presidente del vivaio continuo a seguirli a distanza con affetto paterno».

Che effetto le fa vedere i giocatori del suo ex vivaio affermarsi altrove?

«Mi dà il ricordo e la certezza che stavamo lavorando bene, con belle squadre, ottimi tecnici e validi gruppi di lavoro. Ora però siamo ripartiti, guardiamo avanti e nel settore giovanile del Cesena Fc si stanno facendo le cose nel modo giusto per riprendere un certo percorso. Ci segnalano più di un giovane interessante in prospettiva e c’è la voglia di tornare alle belle cose di un tempo. La strada è quella giusta, io ne sono convinto».

Dopo il 4-0 sul Ravenna, il rischio dall’esterno è non essere equilibrati nei giudizi sulla squadra di Viali. Dopo 11 giornate fatte di alti e bassi: dove si colloca il Cesena all’interno dl campionato?

«Noi eravamo coscienti che cinque-sei squadre del nostro girone avessero fatto investimenti importanti per puntare ragionevolmente alle prime posizioni. Subito dopo questo lotto di squadre vogliamo provare a inserirci anche noi».

L’ambizione dunque sono i play-off?

«È una parola che non uso. L’obiettivo è provare a vincere tutte le partite e non è un modo di dire. Un maestro come Emilio Bonci diceva che i giovani ti danno tanto entusiasmo e devi sapere accettarne qualche errore. Ecco, noi vogliamo essere così. Poi mica ci pongo dei limiti».

In che senso?

«Nel senso che magari esplodiamo, stupiamo tutti e arriviamo primi in classifica già in questo campionato. Battute a parte, io credo che noi abbiamo tutti i mezzi per potere essere tra le immediate inseguitrici delle squadre che puntano dichiaratamente alla B. Con i nostri giovani abbiamo grandi margini di crescita e questi ragazzi vanno aspettati con fiducia. Ci sono state delle battute d’arresto e in certi casi alcuni fattori esterni ci hanno condizionato, ma niente alibi: anche una sconfitta fa parte del percorso di crescita. Giochiamo con entusiasmo e vedrete che ci divertiremo».

Il direttore sportivo Moreno Zebi ha detto che la costruzione della squadra di quest’anno è costata un milione e mezzo di euro. Rispetto all’anno scorso, le cifre sono variate?

«Più o meno la scorsa estate spendemmo lo stesso, salvo poi intervenire pesantemente al mercato di riparazione con i vari Ardizzone, Caturano e De Santis. Quest’anno speriamo proprio che non ce ne sia bisogno».

Domanda tipica del mondo del calcio a Cesena: a gennaio arriva un club di Serie B e vi fa una bella offerta per Bortolussi: voi cosa rispondete?

«È una risposta che non posso dare io: noi siamo una società democratica e non è un modo di dire. I nostri soci fanno sforzi incredibili, in questo momento è davvero dura e non è un bluff».

Quindi è concreto il rischio che Bortolussi possa partire a metà stagione?

«Non ho detto questo, quella che ho appena fatto era la premessa: Bortolussi è un investimento a medio-lungo termine e noi con un passo alla volta vogliamo creare nel tempo una rosa sempre più competitiva. All’interno della società, tutti abbiamo la speranza di fare bene, in primis i soci, che hanno una grande e sincera passione per la città e per il calcio a Cesena. Noi vogliamo crescere come squadra, ma senza mai perdere di vista l’aspetto economico, quindi una eventuale offerta irripetibile sarebbe da valutare».

L’assenza di pubblico ha risparmiato alla squadra qualche fischio dopo le sconfitte in casa, ma vi ha tolto anche la carica dello stadio.

«Non scherziamo, è solo uno svantaggio: in questo aspetto ci stiamo solo rimettendo. Tenete conto che praticamente tutti i ragazzi che sono venuti qui, sono venuti per lo stadio e per il pubblico che abbiamo. Avrebbero preso anche dei fischi? Per crescere servono anche le sberle e poi tanto sui social le infamate arrivano lo stesso…».

Domenica andrete a Macerata contro il Matelica: che ricordi vi evoca?

«I ricordi di una bellissima battaglia in Serie D: noi eravamo una nobile decaduta appena risorta, loro una realtà piccola, ma organizzata, competente e solida. Fu una stagione dura dall’inizio alla fine e dovemmo fare ben 83 punti per vincere il campionato contro un avversario bravo e organizzato. Ora anche il Matelica è in Serie C e non mi stupisce che stia facendo bene pure tra i professionisti, loro sanno fare calcio e lo stanno dimostrando».

Finale con uno sguardo verso il prossimo campionato: quante possibilità ci sono che nella stagione 2021-2022 ci sia di nuovo Emanuele Giaccherini con la maglia del Cesena?

«A giudicare da quello che ha dichiarato, sembra proprio che qualche possibilità ci possa essere… io ovviamente ne sarei felicissimo. Il valore di un giocatore e di un ragazzo del genere non si può nemmeno discutere, ne parleremo con l’area tecnica».

Beh, il responsabile dell’area tecnica è lei.

«Ripeto: io sarei felicissimo di vederlo di nuovo a Cesena. Sapete bene che sono legatissimo a Emanuele e quando Cesare Prandelli non lo convocò ai Mondiali del 2014, proprio non mi andò giù».

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