Calcio C, L’analisi di Viali: «Ottimo spirito ma poca qualità»

«Un vincitore c’è stato: lo stadio. Non eravamo più abituati a giocare con un po’ di gente e attaccare sotto la curva è stato emozionante, anche se mancavano i tifosi più caldi. Noi ci abbiamo provato fino alla fine, ma il pareggio è giusto». La prima fotografia di William Viali unisce i 2.500 che hanno scelto di entrare al Manuzzi e gli 11 calciatori che hanno indossato per la prima volta in questo campionato la maglia del Cesena: «Sono molto soddisfatto dello spirito – ricomincia Viali – è stata la cosa migliore dentro una partita sporca. Al di là delle difficoltà che abbiamo avuto e che abbiamo cercato di superare, fino all’ultimo secondo abbiamo provato a vincere e con Bortolussi all’89’, ma anche sul colpo di testa di Adamoli, credevo fosse fatta». L’allenatore del Cesena passa in rassegna anche i difetti: «L’aspetto che mi è piaciuto di meno? La qualità tecnica. Abbiamo sbagliato tanto, a volte troppo, soprattutto nel primo tempo. Per come ci apriamo a palleggiare e per come vogliamo interpretare le partite, se non siamo qualitativi rischiamo di perdere alcuni tempi di gioco e di conseguenza non riusciamo a essere pericolosi. In questo modo abbiamo permesso al Gubbio di essere pericoloso. Dentro questi errori, però, il Cesena ha costruito tre-quattro palle gol clamorose mentre a loro, nel secondo tempo, abbiamo lasciato due pali deviati».

Proprio come un anno fa, capitan Caturano ha cominciato dalla panchina per problemi fisici. Cosa è successo? «Sasà ha avuto un fastidio dietro al ginocchio a metà settimana e ha gestito gli allenamenti. Era solo un sovraccarico, ma il rischio di giocare 90 minuti avrebbe potuto portare a qualcosa di pericoloso. Avendo solo mezzora di autonomia, ho scelto di giocarmelo alla fine».

Poi Viali sposta il mirino sulla squadra: «Siamo figli di un percorso e di un’ambizione diversa, quindi cercheremo di fare meglio di un anno fa. Resta il rimpianto di non aver vinto davanti a questa gente, ma intanto abbiamo cominciato a portare a casa materiale per capire dove migliorare. La posizione di Ilari? Ha fatto più fatica per due motivi: gli avversari hanno chiuso il campo e noi abbiamo sbagliato i tempi delle rotazioni. Quando lo abbiamo trovato, ha mandato in porta Bortolussi nel secondo tempo».



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