Calcio C, l’Imolese secondo Righi: “Io, un sognatore come De Sarlo”

La stagione del “noi”, non quella dell’io. Se si potesse sintetizzare in poche parole il suo pensiero, ecco probabilmente quello che sarebbe il riassunto della strada che Emanuele Righi, nuovo responsabile dell’area tecnica dell’Imolese, ha in mente per far sì che la società rossoblù possa conquistare anche nella prossima stagione la permanenza in serie C. Siccome alle parole devono seguire i fatti, ieri sera il nuovo responsabile dell’Imolese era a Sala Bolognese per vedere giocare i 2008 rossoblù: l’idea è quindi quella di un ritorno a quel “mondo Imolese” che era stato l’ingrediente base delle salvezze dell’era Spagnoli e che lo scorso anno era stato colpevolmente smontato da chi adesso si sta facendo di nebbia (ancora una volta, le pubblicazioni sui social sono un indizio…) bucando gli appuntamenti fissati.

Meglio andare con ordine, partendo dalla mattinata nella quale Emanuele Righi è stato presentato: «È per me importante sapere – le prime parole del neo direttore tecnico – che c’è interesse intorno all’Imolese: questo deve essere un anno di grande unità d’intenti. Arrivo portandomi qualcosa dalle esperienze precedenti: da Mantova l’ascolto, quando ho lavorato là ero meno propenso ad ascoltare qualcuno ma volevo andare per la mia strada. Da Giugliano mi porto dietro le motivazioni, la fame di un popolo che ha un orgoglio ed una voglia di dimostrare la propria identità e fierezza che è qualcosa che ho dentro. Stavolta ad Imola rispetto al passato ho dentro una grande chiarezza e serenità su quale deve essere la strada per portare la squadra alla salvezza. La cosa più importante è sempre l’Imolese».

Un’Imolese che ha convinto Righi al fotofinish: quando sembrava che l’uscita dell’A14 giusta fosse quella di Forlì, il Bacchilega è diventata la nuova casa di Righi. «Come mi ha convinto De Sarlo? Ho avuto alcuni incontri con il presidente nella sua azienda a Battipaglia: ciò che mi è piaciuto tantissimo è stata la sua onestà, la sua trasparenza e la sua chiarezza (parola ripetuta tre volte, ndr). Il presidente è un sognatore e io sogno con lui. Non si può anteporre la stabilità dell’azienda al calcio che resta un gioco: i soldi e il budget sono importanti ma quelle che servono sono le idee: partiamo da sfavoriti con una prospettiva di sofferenza ma con unità di intenti credo che si possa arrivare al traguardo perché le cose più belle sono fatte di unione. Ieri (lunedì, ndr) sera alle 18 era il termine ultimo per accordarmi con l’Imolese: Forlì sarebbe stata una grandissima scelta, con l’Imolese l’accordo è arrivato al 90’».

Un accordo che significa anche necessità di dialogare con Martone e Fontana, ad oggi rispettivamente direttore sportivo ed allenatore dell’Imolese con i quali era fissato un appuntamento alle ore 15 per cominciare a pianificare la prossima stagione: incontro saltato, visto che nessuno dei due si è presentato mandando in fumo quello che, come aveva annunciato Righi al mattino, doveva essere il primo contatto con entrambi. «I problemi fra De Sarlo e Martone? Sono problematiche loro, io non posso portare la colla per ricomporre la rottura: posso dire che bisogna confrontarsi e parlarsi» aveva risposto Righi a precisa domanda: un problema, quello del braccio di ferro che sta andando in scena fra Martone-Fontana e l’Imolese, che di fatto frena la partenza della nuova stagione rossoblù visto che Righi dovrà, prima di ogni altra cosa, confrontarsi soprattutto con Fontana per capire non solo se il tecnico calabrese sarà ancora in rossoblù il prossimo anno ma anche come impostare la costruzione della squadra che verrà che sarà certamente giovane e con tanti giocatori da valorizzare. Ma senza certezze su chi dirigerà la squadra non si può partire: una situazione nella quale a rimetterci è quell’Imolese che, da ieri, sa di poter contare nuovamente su qualcuno che, non solo a parole ma con i fatti, seguirà da vicino quanto succederà a 360 gradi al Bacchilega.

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