Calcio C, Imolese un clima rovente che fa solo danni

Il giorno dopo la “dichiarazione di guerra” (leggi comunicato stampa) che l’Imolese ha firmato contro il direttore sportivo
Aniello Martone non resta che analizzare quali potrebbero essere gli scenari futuri per i rossoblù, partendo dal fatto che dalle 18.49 di giovedì 26 maggio Martone (e a ruota Fontana) sono da considerare ex direttore sportivo ed ex allenatore dell’Imolese. La scena di giovedì pomeriggio è semplice da immaginare e si è svolta in una delle sedi delle aziende di De Sarlo, come espressamente proposto da Martone nell’incontro di martedì che aveva aperto la settimana “dei lunghi coltelli” in casa rossoblù.

De Sarlo e la segretaria Elisa Tassinari attendono invano l’arrivo di Martone e Fontana (il direttore generale Montanari aveva già declinato in partenza l’invito), la rabbia del patron, che sperava di ricomporre “amichevolmente” ogni questione, sale e porta alla pubblicazione di un comunicato stampa durissimo. Un comunicato che rompe i ponti con la coppia composta da Martone e Fontana, un comunicato nel quale si paventa come “extrema ratio” la mancata iscrizione al campionato di serie C:
un’ipotesi da considerare lontana e che suona come minaccia nei confronti dei due ritiratisi sull’Aventino sul fatto che potrebbero, con la mancata iscrizione dell’Imolese, non avere più quanto scritto nei contratti. Di sicuro, nel braccio di ferro per ora ci perdono tutti, partendo dall’Imolese che ora, sbollita la rabbia di Ads, deve muoversi sul prossimo direttore sportivo: Righi è una pista sempre più fredda, visto che sembra destinato al Forlì, mentre una opzione resta quella di Mussi. Un altro che ci perde è Martone, che non esce certo bene da questa vicenda visto che le cifre scritte su quel contratto sono talmente fuori dalla logica da minare l’attendibilità futura delle mosse in qualsiasi società del direttore sportivo campano. Ma ci perdono anche i tifosi, costretti a giornate di dubbi che non possono essere certo fugati da estemporanee confessioni nelle tavolate di fine stagione da parte di chi ha troppo spesso messo in piazza verità “abbindolatrici” che non fanno certo il bene dell’Imolese.

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