Calcio C, Imolese: Fontana e Martone collezionisti di squalifiche

A voler essere cattivi, si può dire che nel girone di ritorno Fontana e Martone hanno “vinto” più giornate di squalifica che partite.


Fontana in tribuna a Modena

I successi con Teramo e Montevarchi, infatti, sono stati gli unici di ritorno in cui Fontana, che già all’andata aveva saltato per squalifica la gara con il Montevarchi, ha collezionato squalifiche in serie: alle 2 giornate rimediate per le proteste a fine gara contro il Siena, si aggiunge quella rimediata al termine della gara con la Fermana per «una condotta ingiuriosa – si legge nel dispositivo – nei confronti della squadra arbitrale proferendo frasi offensive ed ingiuriose».


Martone sospeso fino al 15

Certo, Marchi probabilmente era in fuorigioco ma se Santopadre non si fosse fatto scappare il pallone dalle mani sul colpo di testa di Mbaye tutto sarebbe finito in cavalleria: tutti possono sbagliare e bisognerebbe ricordarselo sempre, magari prendendo esempio dall’aplomb britannico di Montanari. Invece, assieme a Fontana il finale di partita sopra le righe è costato caro anche a Martone, che dopo l’espulsione di Gubbio ha concesso il bis domenica a fine partita perché, come si legge nel comunicato ufficiale, «dopo aver protestato sul terreno di gioco, seguiva l’arbitro fino allo spazio antistante gli spogliatoi e continuava a proferire frasi offensive ed irrispettose nei suoi confronti». Martone è stato inibito fino al 15 aprile e non potrà ricoprire per una decina di giorni incarichi in seno alla società. Ieri non ha potuto prendere parte all’Assemblea di Lega e domenica andrà in tribuna con Fontana (e anche il difensore Angeli, fermato per un turno) mentre in panchina a guidare l’Imolese ci sarà il vice allenatore Platone.


Panfili chiarisce

Nel frattempo, Francesco Panfili vuole chiarire quella che è stata la sua posizione con l’Imolese: «Ad inizio stagione – spiega – ero stato presentato come responsabile dello scouting dell’Imolese: ho creduto in questo progetto investendo energie ma da gennaio il mio impegno è venuto meno visto che la mia figura, che doveva preparare il futuro di questa squadra, non aveva più significato (questo per la scelta di De Sarlo di non investire sul mercato e con i risultati sempre peggiori della squadra, precipitata in classifica fino al penultimo posto attuale, ndr). Specifico inoltre che la scelta sul mio mancato tesseramento era derivata dalla voglia reciproca di conoscerci per poi programmare l’eventuale futuro. Ora tutte le energie devono essere spese per cercare una salvezza ancora possibile e la mia partenza è avvenuta in silenzio per non turbare un ambiente che deve restare unito e compatto per cercare di mantenere la C. Per quanto mi riguarda, voglio salutare la città, la società, la dirigenza, i calciatori, lo staff tecnico, i magazzinieri: tutti ottimi professionisti e con grandi valori umani».

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