CESENA – Il verbo accontentarsi non è evidentemente contemplato nel vocabolario di William Viali, che nelle tenebre del Gavagnin-Nocini a fine partita ha sottolineato innanzitutto una cosa: per arrampicarsi più in alto di un anno fa in classifica è consigliabile vincere partite brutte e sporche come quella di domenica, specialmente se il primo gol lo segna il Cesena e l’avversario tira non più di un paio di volte in porta.

Il Cavalluccio, dopo essere riuscito a fare la cosa più difficile (sbloccare il risultato) e aver disputato un primo tempo più che accettabile, ha invece pagato a caro prezzo una sbandata difensiva e nella ripresa non è più riuscito a emergere dal pantano.

Top e flop

Virtus Verona-Cesena è stato solo l’antipasto e, per una chilometrica serie di motivi legati soprattutto alla lunga pausa e al mercato ancora in evoluzione, non può fare giurisprudenza. Però ha consegnato agli atti alcune indicazioni importanti. Cominciamo dall’attacco: se un anno fa il centravanti titolare si fosse infortunato o avesse avuto un problema a ridosso della partita, sarebbe stato un problema, considerando l’irreperibilità di Sarao e l’indolenza di Butic. Quest’anno, invece, il Cesena ha due attaccanti di prima fascia e può permettersi anche di schierarne solo uno: alla prima palla buona, Mattia Bortolussi ha segnato un gol da applausi. A centrocampo, prima di chiudere in riserva e di essere divorato dalla mediocrità del Lato B, non è dispiaciuta la regia di Petermann, molto ispirato nel primo tempo e appoggiato dall’inossidabile Ardizzone, capitano per un giorno. Sufficienza piena anche per la difesa: Munari ha sofferto il giusto e ha pure regalato l’assist dello 0-1 a Bortolussi, al centro Ricci e Ciofi non hanno concesso nulla alle punte della Virtus (unica sbavatura la blanda difesa di Ciofi sull’eurogol di Marcandella), mentre Favale ha proceduto a strappi senza demeritare.

Viceversa, basandosi esclusivamente sulla partita di Verona e aspettando l’inserimento e la crescita degli ultimi arrivati (su tutti Koffi), il Cesena non è stato mai efficace con gli esterni alti, ma anche in questo caso ci sono delle attenuanti: Capellini è fuori ruolo e Russini aveva meno di una settimana piena di allenamenti nelle gambe. Da rivedere Collocolo, soprattutto a maglie più larghe.

Linea verde

Al netto dei rinforzi che arriveranno nell’ultima settimana di mercato (due difensori e un attaccante esterno di sicuro, ma servirebbe anche una mezzala), il Cesena ha cominciato la gara di Verona con cinque under: Satalino, Munari, Ciofi, Favale e Collocolo per un’età media alla palla al centro di 24.2 anni. Ma è ancora più clamoroso e pesante il dato di fine partita: Viali ha chiuso la gara del Gavagnin-Nocini con addirittura otto under (Satalino, Munari, Ciofi, Favale, Sala, Aurelio, Koffi e Nanni), di cui quattro debuttanti, per una media di 22.3 anni. Poco più di un under 21, insomma, che naturalmente ha bisogno di un po’ di pazienza.

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