CESENA – Il messaggio è inequivocabile: per l’apertura degli stadi siete pregati di ripassare più avanti. Se, con l’avvicinarsi dei campionati, qualcuno (tipo i presidenti delle leghe o dei club) confidava di ricevere buone notizie dal Governo, ieri è stato bruscamente respinto con perdite: «Per quanto mi riguarda – ha spiegato il premier Giuseppe Conte alla festa de “Il Fatto quotidiano” la presenza allo stadio, così come a manifestazioni dove l’assembramento è inevitabile non solo sugli spalti ma anche in entrata e in uscita, non è assolutamente opportuna». Parole praticamente identiche a quelle di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: «I raduni di massa sono considerati al mondo come il massimo livello di rischio. Ci sono una serie di problemi nel gestire l’ingresso e l’uscita delle persone. Il Cts ritiene che allo stato attuale non ci siano le premesse per eventi con spettatori». Morale: gli stadi, almeno per ora, restano chiusi.

Danni collaterali

L’eco delle parole di Conte e Brusaferro è arrivata naturalmente anche a Cesena, dove il tema stadio è di grande attualità considerando i numeri e le cifre che ogni anno rimbalzano dalle parti del Manuzzi. Nell’ultima stagione il Cavalluccio ha incassato 570.527,60 euro dalla campagna abbonamenti, da cui vanno tolti circa 15.000 euro sotto forma di voucher restituiti ai tifosi dopo la chiusura anticipata del campionato causa Covid.

A questo punto, per la stagione 2020-2021 si configura uno scenario a suo modo storico: la rinuncia alla campagna abbonamenti, quindi alla fidelizzazione “estiva” del maggior azionista del Cesena, cioè i tifosi. Non solo il no di ieri sulla possibile riapertura del Manuzzi, ma anche l’eventuale organizzazione del flusso in caso di semaforo verde sono i due più grandi ostacoli a una voce che nel bilancio del Cesena pesa tantissimo.

Un esempio: dovessero entrare solo 4.000 spettatori, come sarebbe possibile gestire una campagna abbonamenti in uno stadio dove un anno fa si sono abbonati il doppio dei tifosi? L’unica strada al momento percorribile, qualora il Governo e l’Iss dovessero fare retromarcia, sarebbe una: acquistare i tagliandi disponibili obbligatoriamente in prevendita, al fine di evitare file e assembramenti fuori dallo stadio prima delle gare. Niente abbonamenti ma solo incasso dal botteghino, insomma: sarebbe il primo gol all’incrocio della stagione, ma oggi siamo ancora lontani dalla porta.

Lo Spezia e… il bonus tamponi

In un’estate anomala e con l’introduzione del discusso protocollo, che obbliga i club professionistici come il Cesena a un esborso di circa 30mila euro al mese per tamponi e test sierologici, va messa agli atti anche una cifra importante in entrata. Il trasloco dello Spezia al Manuzzi, grazie all’accordo con il Comune di Cesena, consente al Cavalluccio di incassare circa 20.000 euro per ogni gara dei liguri all’Orogel Stadium. Considerando che al mese saranno sempre almeno due, fino a quando lo Spezia giocherà al Manuzzi entreranno nelle casse del Cesena circa 40mila euro ogni 30 giorni. Una somma che quantomeno tampona… i tamponi.

Terzino destro:
assalto a Grassini
Ghirelli pro Cesena

Sarà quasi certamente Davide Grassini, classe 2000 di proprietà dell’Inter, il terzino destro titolare del Cesena nella stagione che verrà. Lo scorso anno al Ravenna (16 presenze, la migliore nel derby), Grassini, chiamato dall’Inter a scegliere tra Cesena, Carrarese e Pro Sesto, deciderà domani di tornare in Romagna.

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha risposto subito al presidente del Cesena, Corrado Augusto Patrignani, che venerdì gli aveva scritto per chiedere un cambio del protocollo sanitario: «Caro Patrignani, comprendo perfettamente la problematica che hai sollevato e ti sono totalmente vicino. Per il calcio e ancor più per noi di Lega Pro sono indispensabili segnali della politica sportiva e sanitaria. In C abbiamo pagato un prezzo più pesante perché il tuo club e tutti gli altri si alimentano essenzialmente da botteghini e da sponsor». E ancora: «Fermo restando la sicurezza, c’è bisogno di allungare l’intervallo temporale per i tampone: non reggiamo finanziariamente e ogni 4 giorni l’esame è invasivo. Abbiamo bisogno di riaprire gli stadi, altrimenti facciamo un danno irreparabile. Partiamo con una percentuale di abbonati. Gli abbonamenti sono nominativi, si possono scaglionare le entrate allo stadio e incanalare le uscite per aree. Con gli abbonamenti leniamo un poco le difficoltà finanziarie dei club. Caro Presidente Patrignani, non molliamo».

Argomenti:

dino manuzzi

Lega pro

serie c

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *