Calcio C, il Cesena si gode un centrocampo ricco di soluzioni

Una lunga lista di acciacchi e di indisponibilità dietro, qualche contrattempo e una coperta più corta davanti, l’imbarazzo della scelta o quasi in mezzo. Se difesa (per distacco) e attacco (con l’infortunio di Zecca) sono i due reparti che hanno dato e stanno dando qualche problema di gestione nelle rotazioni a William Viali, dopo le prime 8 giornate di campionato il centrocampo del Cesena fa registrare un discreto traffico e una vasta gamma di soluzioni proposte dal tecnico del Cavalluccio, che può puntare su due aspetti fondamentali anche in chiave futura: l’abbondanza e la polivalenza. In mezzo al campo sono tanti gli uomini e tante le soluzioni, specialmente dopo che la gamba ha cominciato a girare meglio e dopo che lo stesso Viali è passato dal 4-4-2 iniziale al 4-3-2-1, per un nuovo spartito tattico che ha ben presto dato i propri frutti (4 vittorie e una sconfitta dalla Viterbese all’Ancona Matelica).

Esperienza

Ardizzone è l’uomo fin qui più utilizzato: il 29enne palermitano vanta un 8/8 nell’undici titolare con Viali che lo ha impiegato nella mediana a due (nelle prime 3 giornate) e poi come mezzala, ruolo che gli è più congeniale. E’ sempre stato utilizzato, ma con meno minuti complessivi, anche Rigoni, che nelle prime settimane ha pagato la polvere dell’inattività e soprattutto l’essere arrivato a fine agosto senza il ritiro nelle gambe. Ma nelle ultime due gare al Manuzzi, prima contro il Modena e poi contro l’Ancona Matelica, il suo peso si è fatto sentire, come dimostra l’azione del vantaggio di domenica, con l’ex Monza bravo a trasformare l’azione da difensiva in offensiva rubando e riciclando. Anche il percorso in campionato di Ilari ricorda quello di Rigoni: l’ex teramano ha cominciato in sordina, relegato a destra nel 4-4-2, e nelle prime gare non è riuscito a lasciare il segno. Ma essendo un centrocampista polivalente e in grado di occupare più posizioni, da quando Viali lo ha spostato e/o alzato a sinistra, le cose sono cambiate, con il lancio per Bortolussi di domenica come prima ciliegina sulla torta. Manca ancora il gol (lo scorso anno ne realizzò 7), ma giocando più avanti le possibilità di lasciare il segno non mancano.

Jolly

Tra i centrocampisti del Cesena c’è anche un “falso difensore”, Demetrio Steffè, che è l’uomo ideale per fotografare fedelmente il numero di soluzioni a disposizione di Viali. Sempre presente come gli altri tre compagni, il jolly triestino è diventato il sostituto di Candela, giocando da Viterbo in poi nel ruolo di terzino destro (da titolare o da subentrato come a Olbia), ad eccezione del primo tempo di Grosseto. Se oggi l’assenza dell’unico terzino destro di ruolo non si sente, il merito è soprattutto suo, con il picco di rendimento raggiunto proprio domenica davanti all’attacco più prolifico del girone.

I giovani

Dentro a un reparto complessivamente esperto e comunque con l’età media più alta rispetto a difesa e attacco, ci sono naturalmente anche i baby. Se Nannelli e Brambilla, sono ancora indecifrabile e da scoprire, Munari è reduce dal miglior scampolo di partita della carriera in un ruolo (mezzala destra) non propriamente suo, ma interpretato molto bene contro l’Ancona Matelica. La più grande e piacevole sorpresa risponde invece al nome di Berti. Il quale, dopo aver debuttato nel finale contro l’Imolese, non è praticamente più uscito dal campo, saltando solo il derby contro il Modena e giocando come titolare una volta in Coppa Italia contro l’Entella e due volte in campionato con Grosseto e Ancona Matelica.

L’uomo in più

Se il 17enne Berti è il più giovane, il 35enne Simone Missiroli è il giocatore di maggiore esperienza del centrocampo bianconero. Una contrattura non gli ha permesso di debuttare da titolare a Grosseto, mentre i pochissimi spiccioli raccolti con Modena e Ancona Matelica non valgono. Perciò non resta che attendere con fiducia anche l’inserimento dell’ultimo centrocampista, acquistato dal Cesena per aggiungere altre soluzioni a un reparto in crescita e con un enorme potenziale.

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