Calcio C, il Cesena e la malinconia di un Manuzzi vuoto

Alle tante frasi fatte che costellano il mondo del calcio come «l’avversario è più avanti di noi nella preparazione», «sono qui per il progetto» o «da qui in poi sono tutte finali» se ne sono aggiunte altre figlie di questo periodo sgangherato in cui tocca convivere con un invisibile nemico.

Tra queste, quella più gettonata in ottica Covid è «con le porte chiuse il fattore campo non esiste più». Ma è davvero così? Secondo i dati relativi al girone B di Serie C, mica tanto, anzi: nelle prime 17 giornate del campionato in corso, tutte giocate senza pubblico se non quel migliaio di spettatori nell’immediato start, le vittorie esterne complessive sono state 50 su 168 partite (due in meno per i rinvii del Carpi).

Per carità, non poche, ma non quanto le 57 su 170 della passata stagione a quest’ora, quando non vi erano limitazioni di sorta.

Fattore campo immutato

A “migliorare” il dato dell’annata in corso ci hanno pensato i 5 successi esterni dell’ultimo turno, tra cui quello del Cesena a Imola. Se si sposta la lente sulle vittorie casalinghe, se ne contano 66 nello stesso periodo della scorsa stagione contro le 65 di quella in corso, con possibilità di sorpasso se Matelica-Carpi e Carpi-Feralpisalò termineranno entrambe con segno 1. Morale della favola: la qualità del fattore campo è rimasta pressoché immutata, o comunque non ha inficiato i valori in campo come i conti delle società.

Se n’è parlato anche con Andrea Ciofi, trait d’union tra l’inferno della D, il purgatorio del sofferente primo anno di C e l’attuale paradiso di oggi: le porte chiuse, per lui che ha giocato più volte con un Manuzzi da oltre 10mila spettatori, non hanno certo aiutato, anzi: «Lo sono state in negativo, magari, nel senso che giocare senza il pubblico è già brutto di per sé, ma lo diventa ancora di più quando si pensa a una piazza come Cesena, tra le più calde di tutta la C e non solo. È vero, i risultati ottenuti finora sono stati ottimi, ma le porte chiuse ci hanno penalizzato, pensando a com’era giocare con i tifosi al seguito avremmo potuto solo far meglio. Abbiamo fatto tanti punti fuori casa ma il motivo riguarda solo noi, nel senso che riusciamo sempre a giocare spensierati e attorno all’ambiente tira una bella aria. Bisogna continuare con questo spirito senza pensare alla classifica, poi alla fine faremo i conti. La partita della svolta? Dico il 2-2 col Matelica: pareggiarla in quel modo ha dato una grande spinta, rappresenta ciò che siamo noi, una squadra serena che crede in ciò che fa, che non ha paura di nessuno e che pensa sempre e solo a giocare».

Fischi evitati all’inizio

All’inizio il Cesena ha faticato e le porte chiuse hanno forse evitato qualche fischio: «Ma fanno parte del gioco – riprende Ciofi – e non avrebbero certo cambiato in peggio il nostro atteggiamento, anzi. Il pubblico può solo dare dei vantaggi».

Visto dal dirigente

Pienamente allineato con questo pensiero anche il dg Daniele Martini: «I nostri tifosi sono un valore aggiunto e con loro i nostri risultati sul campo sarebbero potuti solo essere migliori. In casa non abbiamo avuto un bel ruolino di marcia e la loro assenza ha sicuramente inciso, e visto il grande seguito che abbiamo anche fuori casa sarebbero potuti migliorare anche quei risultati. Certo, l’avvio non è stato buono e qualche mugugno a inizio anno ci sarebbe stato, ma i tifosi del Cesena se contestano lo fanno sempre a fine gara: durante, cantano, incitano e ti spingono per tutti i 90 minuti. E in ogni caso mi sento di dire che a livello di mentalità questo gruppo è messo molto meglio rispetto a quello dell’anno scorso, nonostante la bassa età media».

Se le porte chiuse hanno spostato poco o nulla in generale, non è certo così per il Cesena, che nell’anno degli stadi vuoti sta vivendo una vera e propria metamorfosi. Il dato rispetto alla passata stagione è clamoroso: il ruolino di marcia interno è esattamente lo stesso dell’anno scorso a stadi “abitati”, con 11 punti conquistati in 8 partite che collocano i bianconeri addirittura al 15° posto insieme al Legnago. Ma lontano dal Manuzzi sono stati collezionati esattamente il doppio dei punti rispetto alle prime 17 giornate della stagione 2019-‘20, ovvero 20 contro 10. Il Cesena ha il miglior dato esterno non solo del girone ma di tutta la Serie C in coabitazione col Renate nel girone A e col Bari nel girone C. Sabato il Cesena riceverà il Sudtirol che quanto a rendimento esterno (18 punti) è subito dietro ai bianconeri. C.L.

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