Calcio C, Finucci: “Nardi portiere giusto per il Rimini”

Fabio Finucci ormai è diventato riminese d’azione. Quattro stagioni da giocatore, compreso l’invidiabile record di imbattibilità nella storia biancorossa con 913 minuti senza subire reti. Poi, la vita da preparatore, inizialmente con la Berretti nel 2013-14 e poi in prima squadra nelle ultime due dopo il suo ritorno. Sicuramente, quella appena conclusa, è stata la più bella da quando Finucci insegna come si fa a volare.

«Sono molto contento, adesso che è arrivata la riconferma ufficiale speriamo di continuare. Le ultime due annate sono state completamente diverse tra loro. Nella prima siamo partiti un po’ in ritardo e successivamente condizionati dal Covid. Nella recente invece c’è stato tutto il tempo per pianificare. Indubbiamente la vittoria del campionato è stata una grossa soddisfazione anche perché da allenatore non mi era mai capitato. Fosse per me starei sempre a Rimini, sono di Alfonsine ma di fatto ho svolto tutta la trafila del settore giovanile, ho giocato qua, sono felice di essere tornato e non mi interessa andare da nessun’altra parte, conosco i tifosi e l’ambiente da ormai 30 anni».

Finucci è pronto a formare i nuovi portieri che blinderanno la porta tra i professionisti.

«Finora sono stato fortunato perché ho sempre lavorato con ottimi portieri, poi ovvio che alcuni si sono contraddistinti per alcune caratteristiche. A Rimini ne serviranno uno esperto e uno giovane, bravi tecnicamente e con i piedi. Marietta? Ha fatto due anni la D da protagonista, secondo me è pronto per il salto ma bisogna che ci sia la situazione giusta. Essendo un under, potrebbe anche fare un’altra stagione da protagonista assoluto in serie D ma l’importante per lui è che giochi. Nardi? Ci piace, per me ha le caratteristiche giuste, bisogna vedere se si riuscirà a chiudere la trattativa».

Il preparatore ha la passione nel sangue e in questi giorni è in Svizzera per alcuni stage.

«Il ruolo è sempre più ampio e non basta solo il lavoro in campo, ormai si guardano molti video per cercare di studiare gli errori. Mi piace molto aggiornarmi, collaboro anche con la scuola portieri uno (di Roccati, Ferron e Cusin, ndr). Siamo un bel gruppo, essendoci molti ex giocatori di serie A, è un’esperienza che arricchisce le mie competenze. Il ruolo? Sicuramente è molto cambiato rispetto al passato. Una volta bastava essenzialmente parare, adesso servono portieri più alti e bravi con i piedi».

Finucci non è d’accordo sul fatto che attualmente manchino portieri di qualità.

«Il discorso caratteriale incide molto ma penso che in Italia ci siano ottimi portieri».

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