Calcio C, dopo la salvezza volano gli stracci: storia triste dell’Imolese

Guerra ed ostaggio. Premesso che da qualche mese sono state purtroppo parole usate per situazioni ben più importanti, si può ben dire che dalle 18:49 di ieri sia scoppiata la guerra fra l’Imolese e Martone e che, in questo momento, l’Imolese sia ostaggio di Martone. Il durissimo comunicato stampa dell’Imolese, nel quale si usano espressioni pesantissime per definire l’operato del direttore sportivo nella stagione appena conclusa, è un punto di non ritorno di una due giorni cominciata mercoledì, con la discesa a Battipaglia della segretaria generale Elisa Tassinari in vista del summit in programma ieri alle 15 con il presidente De Sarlo, il diesse Martone e il tecnico Fontana. Un incontro che doveva essere quello decisivo per rimodulare quel vitalizio (perché un contratto di 5 anni nel mondo del calcio è un vitalizio) a cifre folli per la C e per l’Imolese (350mila euro netti complessivi) che ha in mano Martone. Ma l’incontro è saltato visto che, come si legge dal comunicato, la coppia Martone-Fontana ha dato buca facendo esplodere l’ira di De Sarlo, che ha sparato a zero contro Martone. Tralasciando le accuse dirette, nel comunicato si legge di «contratto oneroso in essere sottoscritto in virtù di mansioni ben diverse che sarebbero dovute essere svolte dal signor Martone».
In un colpo solo, quindi, sono spariti i sorrisi visti martedì al tavolo del ristorante del Bacchilega ed è comparso un presidente che accusa un suo dipendente di aver svolto per un anno mansioni diverse da quelle che gli erano state assegnate. Da un lato c’è la colpa di De Sarlo di aver permesso a Martone di farlo e di aver concesso (come ha sottolineato la scorsa settimana Ads «per inesperienza») al direttore sportivo campano un contratto fuori da ogni logica. Dall’altro c’è un Martone che ha fatto il bello ma soprattutto il cattivo tempo al Bacchilega (per mesi il bar del centro sportivo è rimasto chiuso e il settore giovanile è stato lasciato al proprio destino). Il tutto senza dimenticare che Martone ha vissuto da separato in casa negli ultimi 3 mesi con diverse “sbavature” (compreso il silenzio stampa violato nel post Pescara-Imolese) nel proprio ruolo di direttore sportivo che la salvezza ha fatto passare in cavalleria da parte di chi non le ha vissute in prima persona.
In sostanza, in questo momento l’Imolese è ostaggio di Martone, tanto che la società ha concluso il proprio comunicato paventando tutte le soluzioni possibili (velata minaccia di adire alle vie legali) compresa «l’ipotesi di rinunciare al titolo di Lega Pro». Per la serie “se non ci iscriviamo, fai ciao ciao al tuo contratto fino al 2026”. «L’Imolese viene prima di portafogli e interessi personali»: sarebbe bene che, in qualsiasi tavolo si sia festeggiata la salvezza (compresi quelli con i tifosi come commensali), questa frase fosse bene in testa a colui che l’ha pronunciata ad agosto 2021 quando ha cominciato la sua avventura nell’ufficio che fu di Lorenzo Spagnoli. Uno che di certo ha commesso errori, ma che l’Imolese la amava per davvero e non solo per convenienza.

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