Calcio C, De Sarlo: “10 in pagella alla mia Imolese”

Il presidente dell’Imolese Antonio De Sarlo torna a parlare e apre la conferenza stampa con una dichiarazione spontanea: «La mia assenza in questa stagione è stata dovuta solo a un fatto caratteriale e non a mancanza di rispetto nei confronti di giornalisti e tifosi. Avevo detto che sarei stato un presidente innocuo, non mi piace apparire e non sono appassionato di questo aspetto: la mancanza di confronto con voi è dovuta solo a questo. L’essere stato defilato non significa che non sono innamorato del calcio e di Imola, dove ho trovato persone preparatissime e cordiali».

Perché ha scelto il silenzio stampa?

«L’ho imposto io un un momento di difficoltà sportiva, imprenditoriale, personale: sono il primo ad essere contento della salvezza che mi dà stimolo e motivazione a fare meglio il prossimo anno. So che il silenzio stampa può penalizzare organi di informazione e tifosi, in un momento di sacrificio che deve essere condiviso credo che sia meglio stare tutti zitti. Per me è stato un valore aggiunto: capisco che possa non essere condiviso ma dico che proseguirà finché non sarà definito l’organigramma».

A proposito del futuro, cosa ci si dovrà attendere?

«Siamo in una fase di consolidamento: la salvezza ci porta ad andare avanti per fare meglio e preparare la struttura perché ciò avvenga. Da parte mia l’impegno è totale al 100 per cento, si farà certamente meglio di quest’anno senza aspettare l’ultimo secondo per salvarci».

Che voto dà a questa stagione nell’ottica del progetto triennale?

«Dieci. La mia prima esperienza in C, senza conoscere tanti aspetti. Ritrovarmi in salvo e poter partire con il bagaglio di esperienza di questa stagione per la prossima farà sì che o faremo meglio oppure nel 2023 dovrò pensare di fare i bagagli ed andare via. Il voto è 10 ai giocatori, a tutti gli addetti ai lavori e a chi fa parte della società. E ai tifosi».

In un articolo apparso su Il Mattino, Martone ha parlato dell’esperienza di Imola usando termini al passato. Lei cosa dice?

«Questa mattina (ieri, ndr) ci doveva essere un incontro con tutto lo staff, dirigenziale e tecnico, per programmare il futuro. Non sono in grado di dare una programmazione su chi ci sarà o no, oggi (ieri, ndr) Martone aveva problemi familiari per cui non è potuto esserci».

Visto che lei è impegnato con la sua attività lavorativa, come si muoverà nei prossimi giorni ed il prossimo anno?

«Nello stesso modo in cui ho fatto lo scorso anno, io delegherò agli addetti ai lavori».

Ci sarà una struttura con un “uomo solo al comando” come era Martone o ci sarà una suddivisione dei ruoli?

«Questo fa parte della riunione che ci sarà. Fa parte di questo tavolo tecnico di confronto. Per me lo scorso anno non è successo niente, ci siamo salvati: siamo partiti bene poi a dicembre-gennaio c’è stato un momento di difficoltà e abbiamo fatto il silenzio stampa».

A proposito di gennaio, nel mercato sarebbe stato utile fare qualche acquisto…

«Sono un uomo di azienda, io ho delegato: ho invitato tutti a fare riferimento a Martone. Il mercato di gennaio lo ha fatto Martone, non mi è stato chiesto di rinforzare la squadra ma c’era libertà di farlo, bastava chiederlo. Se noi a dicembre pagavamo 80mila euro, a gennaio ne abbiamo pagati 85 e quindi di cosa parliamo?».

Ci potranno essere contratti lunghi come quello fino al 2026 di Martone nella nuova Imolese?

«Mi metto sulle spalle l’esperienza di questo campionato, il contratto di lunga durata è stato voluto ed è stato concesso. Se parlo con qualsiasi società di C, nessuno ha un contratto così lungo: il nostro progetto è triennale. Fate prima a chiedere a Martone perché si è fatto un contratto di 5 anni…».

E Fontana?

«L’allenatore ha un biennale. Sono contentissimo del lavoro di Fontana, è una persona di cultura e sull’aspetto tecnico parla il campo: ci siamo salvati e quello è ciò che conta. Quando faremo la riunione, ne parleremo. Il messaggio è che se Fontana e Martone si vogliono defilare, Antonio De Sarlo no e si impegnerà per cercare di fare meglio: se per farlo dovrò essere più presente ad Imola, sarà fatto. Sicuramente sarò più presente e se ci saranno 3 sconfitte consecutive interverrò, come è nella legge dello sport: non aspetterò di accumulare sconfitte e salvarmi magari all’ultimo minuto».

Cosa ne pensa delle contestazioni che le sono state rivolte dalla tifoseria e dai giornali?

«Io non ho sentito contestazioni e leggo solo Il Sole 24 Ore. Immagino che i tifosi possano ad un certo punto essersi allontanati dalla squadra, invito la tifoseria ad amare l’Imolese più di prima e loro devono perdonare questi screzi che ci sono stati e che io non ho vissuto non essendo presente se non il giorno delle partite. L’Imolese è detenuta da Antonio De Sarlo al 100%, è un mio patrimonio e non lo lascio certo esposto a problemi: questa società ha risorse umane importanti, c’è stato qualche errore di inesperienza. Intanto, dico grazie a Elisa Tassinari se l’Imolese è una società modello come ce ne sono poche in C».

Cosa dice del settore giovanile?

«Lo incentiveremo perché ha lavorato molto meglio del previsto. Le persone che ho conosciuto sono di spessore, preparate ed umili. Nel campo del lavoro l’umiltà premia sempre».

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