Calcio C, Corazza: "Cesena, 13 gol un sogno ma non voglio fermarmi"

Simone Corazza, si aspettava di essere alla sosta il miglior marcatore dell’intera Serie C con 13 gol realizzati in 18 partite disputate?

«Beh, sono sincero: se in estate mi avessero detto che avrei segnato 13 gol prima di Natale alla media di uno ogni 94 minuti non ci avrei mai creduto. Ad agosto era semplicemente un sogno, ora è diventato un bel traguardo, ma se penso al 2023 questi 13 gol sono soprattutto un punto di partenza, perché non mi voglio fermare adesso».

Anche perché il suo record personale (14 reti a Reggio Calabria tre anni fa) è praticamente a un passo.

«Il mio obiettivo è superare quota 14, voglio migliorare a tutti i costi quella cifra anche perché tre anni fa sono stati obbligato a fermarmi proprio sul più bello per colpa del lockdown e dell’interruzione dei campionati, quando la mia Reggina stava andando fortissimo. A Reggio segnai 14 gol nel girone d’andata, poi mi feci male e rientrai proprio prima del Covid».

Lei ha distribuito i suoi 13 gol su ben 10 partite, realizzando anche una doppietta (al San Donato Tavarnelle) e una tripletta (all’Imolese).

«Io penso che, al netto del traguardo finale della squadra che è naturalmente l’unico obiettivo che conta davvero, non sia importante solo il numero dei gol, ma che siano fondamentali il peso e soprattutto la distribuzione delle reti. E di questo sono molto soddisfatto, anche se ancora non basta perché la Reggiana ha 5 punti in più di noi».

In cosa si sente cambiato o cresciuto rispetto a Reggio Calabria?

«Mi sento più maturo e più smaliziato, mentre la voglia e la fame ci sono sempre e non cambieranno mai. Quanto al modo di giocare, ritrovando Toscano non è cambiato: mi sono trovato subito in perfetta sintonia, conoscevo le sue richieste, i suoi sistemi di gioco, i suoi movimenti. Così è stato tutto molto più facile».

Cesena-Rimini è anche Corazza contro Santini, i due re del gol a quota 13. Che tipo di attaccante è e cosa le piace di più del suo “rivale”?

«Non abbiamo mai giocato insieme, ma ci siamo spesso sfidati da avversari. È un attaccante completo, che in C ha già segnato diversi gol e quest’anno sta stupendo. Pensavo di chiudere davanti prima di Natale, invece mi ha raggiunto proprio in extremis e anche per questo mi è dispiaciuto aver segnato solo un gol a Carrara. Detto questo, ho visto un po’ di gol di Santini: ha fame, non molla mai e soprattutto sa segnare in tutti i modi».

Qual è il punto di forza del Rimini?

«Il collettivo. All’andata abbiamo trovato una squadra unita, compatta, solida. Ci hanno dato fastidio, anche se abbiamo vinto noi. Ma azzardare troppi paragoni oggi non ha senso, perché dalla seconda giornata sono cambiate tantissime cose e noi per fortuna abbiamo concluso il rodaggio».

Torniamo ai suoi gol. Qual è stato il più bello?

«Come preparazione, idea ed esecuzione, scelgo il colpo di tacco di Rimini: la palla era messa male, io ero spalle alla porta e per colpirla ho dovuto fare un salto».

Il gol più importante?

«Il calcio di rigore trasformato a Reggio, che ci ha permesso di guadagnare 3 punti sulla Reggiana».

Quello più difficile?

«L’altro calcio di rigore, con il Fiorenzuola. Quando sono andato sul dischetto sapevo che la partita sarebbe finita e che, per quello che avevamo prodotto, sarebbe stato un delitto non vincere. Ho sentito lo stadio muto per qualche secondo, poi un boato assordante e indimenticabile».

Il gol “alla Corazza”?

«Quelli che avete visto con Imolese (il primo, ndr), Gubbio e San Donato Tavarnelle, con l’attacco della profondità dopo una riconquista alta del pallone e l’imbucata».

Il gol numero 14 che avrebbe voluto segnare e invece non ha fatto?

«Almeno un altro nel primo tempo di Carrara, perché sarebbe stato un Natale diverso».

In carriera qual è il derby più emozionante che ha giocato?

«Beh, ammetto che per diversi motivi ho sentito tanto quello dell’andata. Ma scelgo Reggina-Catanzaro di tre anni fa, quando vincemmo 1-0 con mio gol di testa all’88’. Quando la palla è entrata, è come se fossero scese in campo 15.000 persone contemporaneamente».

Anche Cesena-Rimini di domenica sarà una partita speciale.

«Si sente già l’aria diversa che c’è in città. Ma io sono tranquillo, a noi sembrava di giocare in casa anche all’andata».

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