Calcio C, chi salverà l’Imolese ora che non c’è più Spagnoli?

«Non si apprezza il valore di quel che abbiamo mentre ne godiamo, ma appena lo perdiamo e ci manca, lo sopravvalutiamo, e gli troviamo il pregio che il possesso rendeva invisibile, fino a che era nostro». Dopo aver sostituito a “pregio” le parole “sincerità ed amore per l’Imolese”, non resta che pensare a questa frase di Shakespeare nel lunedì post-Grosseto. Un day after così simile a quell’orribile sconfitta interna con il Ravenna di undici mesi fa che vide l’allora presidente Lorenzo Spagnoli (alzi la mano chi a Imola non lo sta rimpiangendo) metterci la faccia dichiarando di vergognarsi per quanto fatto dalla sua squadra in campo.

In undici mesi come cambiano le cose: ora c’è un presidente come De Sarlo che da un mese ha imposto il silenzio stampa a tutti i propri tesserati (il tecnico Fontana e il direttore sportivo Martone in primis), che in questi giorni sarebbero stati chiamati a spiegare ai propri tifosi come mai questa squadra, che esattamente un girone fa strapazzava il Grosseto, adesso sia incapace di segnare lo straccio di un gol e che abbia concluso i tre scontri diretti che valevano una stagione contro Viterbese, Pistoiese e Grosseto con un desolante 0-8 nel saldo gol fatti-gol subiti e (ovviamente) nessun punto.

Una proprietà che sta raccogliendo quanto ha deciso di non seminare (leggi mancato acquisto di un attaccante dopo la partenza di Turchetta), di far andare oltre la data di scadenza (leggi Stanco, a libro paga per allenarsi e basta visto che un posto in attacco era già prenotato) o di non sostituire il regista, visto che sommando un Santoro e un Romano (e volendo anche un Palma) non si arriva di certo… a fare un Torrasi. Una proprietà che ha “regalato” all’Imolese un -2 di fianco al proprio nome in una classifica (del ricorso affidato all’avvocato Vizzino prima o poi si avranno notizie, si spera) che da brutta è diventata bruttissima dopo il ko di Grosseto, arrivato al termine di una settimana nella quale il direttore sportivo Martone è arrivato ad Imola solo il giorno prima della partita. Ecco un’altra grande differenza rispetto a un anno fa: la mossa “alla Borgorosso” di Spagnoli sembrava il preludio alle dimissioni o all’esonero di Zocchi: l’allora direttore sportivo restò invece al proprio posto in forza di un comportamento irreprensibile al Bacchilega. Zero polemiche. Né verbali né sui social, visto che ora va di moda andare nelle pagine facebook dei tifosi a replicare a ciò che essi scrivono.

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